Le Figaro: “Kolo Muani un flop, un incidente industriale. Ma il PSG ha saputo limitare i danni”

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di Fabio Moretti
Le Figaro promuove il mercato del PSG ma boccia l'affare Kolo Muani: acquistato per oltre 95 milioni, è stato ceduto per 41,2 milioni più 12 di bonus.

Le Figaro fa il punto sulla sessione estiva di calciomercato del Paris Saint-Germain, sottolineando la capacità della dirigenza francese di ottenere risultati economici importanti attraverso diverse cessioni. Nel bilancio tracciato dal quotidiano trova però spazio anche un'operazione decisamente meno fortunata: quella relativa a Randal Kolo Muani.

Il giornale francese riconosce innanzitutto i meriti del club parigino nella gestione complessiva del mercato:

"Diamo a Cesare quel che è di Cesare: i dirigenti parigini hanno giocato bene le proprie carte in occasione di questa sessione di mercato, realizzando importanti plusvalenze sulla maggior parte dei trasferimenti - si legge sul quotidiano -. Non è stato così per Kolo Muani, acquistato per oltre 95 milioni di euro nel 2023 e venduto per 41,2 milioni nel 2026, con comunque 12 milioni di bonus che potrebbero potenzialmente aumentare la cifra complessiva. Il mercato non è una scienza esatta. L'innesto non ha mai funzionato. Un flop. Un incidente industriale.

Il Paris ha avuto però il merito di tenere duro e di riuscire comunque a completare la cessione. Del resto, il club ha incassato circa 15 milioni di euro dai successivi prestiti dell'ex giocatore del Nantes (Juventus, Tottenham). Non è stata un'operazione riuscita, nessuno lo nega, ma il Paris è riuscito a limitare i danni.

Nei cinque principali trasferimenti dell'estate, le capacità negoziali di Luis Campos non devono essere sottovalutate. Cinque operazioni che, in un momento o nell'altro, hanno richiesto l'intervento di Nasser Al-Khelaïfi. Un contributo prezioso. Le sue relazioni privilegiate con alcuni suoi omologhi hanno certamente favorito le trattative, considerando anche il ruolo centrale che ricopre in qualità di presidente dell'EFC."

Kolo Muani, dai 95 milioni ai prestiti a Juventus e Tottenham

Il caso Kolo Muani rappresenta dunque l'eccezione all'interno di un mercato giudicato positivamente da Le Figaro. Arrivato a Parigi nel 2023 per una cifra superiore ai 95 milioni di euro, l'attaccante è stato ceduto tre anni più tardi per 41,2 milioni, ai quali potrebbero aggiungersi altri 12 milioni di bonus.

Il PSG è riuscito comunque ad attenuare l'impatto economico dell'operazione grazie anche ai circa 15 milioni complessivamente incassati attraverso i prestiti dell'ex Nantes, passato nel frattempo anche dalla Juventus e dal Tottenham.

Campos e Al-Khelaïfi protagonisti delle trattative

Nel giudizio del quotidiano francese assume un peso rilevante anche il lavoro svolto da Luis Campos. Le cinque principali operazioni concluse durante l'estate avrebbero richiesto, in diverse fasi, anche il coinvolgimento diretto di Nasser Al-Khelaïfi.

Il presidente del PSG avrebbe messo a disposizione della società la propria rete di rapporti con altri dirigenti del calcio internazionale, favorita anche dalla posizione ricoperta alla guida dell'EFC.

La nuova strategia del Paris Saint-Germain

Secondo Le Figaro, dietro i risultati ottenuti sul mercato c'è però soprattutto il cambiamento di strategia adottato negli ultimi anni dal club:

"L'altra spiegazione di questa sessione di mercato da record risiede nella politica adottata dal club. In passato il Paris non esitava ad acquistare giocatori più avanti con l'età e con stipendi più elevati. Puntando invece su elementi più giovani e mostrandosi maggiormente responsabili nella gestione del monte ingaggi, i dirigenti parigini possono, di conseguenza, vendere più facilmente e a cifre superiori.

Inoltre, il PSG non esita più a prendere le decisioni migliori dal punto di vista commerciale. Saper vendere nel momento giusto rappresenta una novità alla Factory.

Basti ricordare l'offerta superiore ai 200 milioni di euro presentata dal Real Madrid per Kylian Mbappé nel 2021, quando mancava un anno alla scadenza del suo contratto e tutti conoscevano la sua volontà di trasferirsi, prima o poi, a Madrid. Sebbene un anno più tardi avesse sorprendentemente rinnovato, il capitano della Francia ha lasciato Parigi nel 2024 senza alcun indennizzo per il trasferimento. Una voragine finanziaria..."

Il precedente Mbappé e la lezione del PSG

Il caso utilizzato come termine di paragone è quello di Kylian Mbappé. Nel 2021 il Real Madrid aveva messo sul tavolo più di 200 milioni di euro quando al francese rimaneva soltanto un anno di contratto.

Il successivo rinnovo modificò temporaneamente lo scenario, ma nel 2024 Mbappé lasciò comunque Parigi senza generare un incasso legato al cartellino. Un precedente che, nella ricostruzione del quotidiano, ha contribuito a modificare l'approccio commerciale del PSG.

Barcola e Mbaye, nessuno è considerato indispensabile

La linea adottata dalla società emerge anche dalle situazioni riguardanti Bradley Barcola e Ibrahim Mbaye:

"Nel caso di Bradley Barcola, invece, il giocatore non ha forzato la mano per lasciare il club quest'estate. Di fronte al suo rifiuto di prolungare un contratto valido fino al 2028, il PSG gli ha tuttavia spalancato la porta. Lo stesso è accaduto con Ibrahim Mbaye.

Luis Enrique e il club vogliono fare affidamento esclusivamente su giocatori coinvolti al 100% nel progetto parigino. A Parigi nessuno è insostituibile. È questo il concetto che era stato ribadito con forza all'interno del club quando, nell'estate del 2023, venne avviato il nuovo progetto fondato sui giovani, sul collettivo e sulla pazienza.

Restava da capire se le promesse iniziali sarebbero state mantenute. È stato così", riporta Le Figaro.

Dal 2023 un progetto basato sui giovani

Il principio seguito da Luis Enrique e dalla società è quindi quello di costruire una rosa composta esclusivamente da calciatori completamente coinvolti nel progetto.

"Il Paris Saint-Germain si mostra inoltre intransigente, come dimostrano i casi di Zion Suzuki e Yan Diomandé, trasferitisi rispettivamente all'Aston Villa e al Real Madrid quest'estate dopo aver dato il proprio assenso al PSG.

Lo stesso atteggiamento viene adottato di fronte a richieste salariali considerate eccessive e incompatibili con i parametri parigini, come accaduto con Gigio Donnarumma nel 2025, secondo quanto viene regolarmente ribadito all'interno del club. E questo anche se la scarsa propensione di Luis Enrique verso il gioco con i piedi del portiere italiano rappresenta probabilmente la ragione principale della sua uscita...", conclude il quotidiano.

La strategia del PSG appare dunque profondamente diversa rispetto al passato: maggiore controllo dei salari, investimenti su profili più giovani e disponibilità a rinunciare anche a giocatori importanti quando vengono meno le condizioni tecniche, economiche o progettuali stabilite dalla società.