Kayode: “La Juve mi ha scartato ma è stata la svolta della mia carriera”
L’esterno del Brentford Michael Kayode ha raccontato la sua esperienza in Premier League e il passato nel settore giovanile della Juventus nel corso di un’intervista rilasciata a ChiamarsiBomber.com. Kayode ha spiegato le principali differenze tra il calcio italiano e quello inglese:
“In Italia gli allenamenti sono più duri e ci sono meno giorni liberi. Qui ci alleniamo 4-5 volte a settimana, il resto è riposo. Probabilmente è anche per questo che il calcio inglese viene percepito come più veloce: arrivi alle partite più fresco sia fisicamente che mentalmente. Le sedute sono quasi tutte a campo aperto, spesso 11 contro 11. Facciamo poco lavoro tattico rispetto all’Italia. Qui il ritmo è altissimo e ci sono tanti uno contro uno”.
Kayode ha ricordato con affetto gli anni trascorsi nel vivaio bianconero:
“Ho giocato sette anni nella Juventus e sono stati anni splendidi, che mi hanno fatto crescere tantissimo. Entrare così giovane in un club di quel livello ti forgia caratterialmente. A 14 anni andai in prestito al Gozzano e poi la Juve decise di non riprendermi. Secondo me potevo starci, ma evidentemente non piacevo. Succede. Per assurdo, il fatto che la Juve mi abbia scartato è stata una svolta. Mi ha dato la forza per arrivare a questi livelli”.
Infine, Kayode ha sottolineato quanto sia stata importante l’esperienza tra i grandi:
“Nel gruppo Juve eravamo circa sessanta ragazzi e oggi solo pochi giocano da professionisti. Il Gozzano mi ha cambiato la vita: a 16 anni giocavo già titolare in Serie D contro uomini esperti. È molto diverso rispetto al calcio giovanile”.
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