Juventus, sempre la stessa Juve: turnover limitato e seconde linee sotto esame

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di Redazione TuttoJuve

Juventus, sempre la stessa Juve: turnover limitato e seconde linee sotto esame

È sempre la solita Juve. Negli interpreti e nelle scelte di Luciano Spalletti. Una squadra che si regge su uno zoccolo duro di fedelissimi, con rotazioni ridotte al minimo nonostante un calendario fitto tra campionato ed Europa.

Il motivo è evidente: quando l’allenatore bianconero prova ad “allargare” la rosa, le risposte dalla panchina non sono sempre all’altezza. E alla lunga questo rischia di diventare un problema strutturale.

Juventus, turnover e panchina: perché le alternative non incidono

La rosa della Juventus appare profonda sulla carta, ma nei fatti garantisce certezze solo con 13-14 titolari effettivi su 25 giocatori complessivi.

Con cinque sostituzioni a disposizione e impegni ravvicinati, le opportunità per incidere non mancherebbero. Eppure, quando arriva il turnover, il rendimento cala.

L’esempio più evidente si è visto a Istanbul: senza Vlahovic e David, Spalletti ha scelto McKennie come centravanti, lasciando in panchina Openda. Un segnale chiaro.

Openda, Zhegrova e gli altri: i nodi del mercato Juve

Il caso più emblematico è quello di Loïs Openda. Arrivato dal RB Leipzig per 44 milioni di euro, l’attaccante belga ha prodotto finora: 2 gol (contro Bodø e Roma) 30 presenze totali.Solo 7 da titolare

Numeri che non giustificano ancora l’investimento.

Altro dossier aperto è quello di Edon Zhegrova: 0 gol, 0 assist, 374 minuti giocati, 18 presenze complessive 1 sola da titolare

Un impatto decisamente inferiore alle aspettative.

Koopmeiners e Cabal: ruoli ibridi e crescita incompleta

Teun Koopmeiners, al netto della doppietta contro il Galatasaray, non ha convinto da centrocampista. Paradossalmente ha offerto prestazioni migliori da difensore adattato.

Juan Cabal, escluso il gol al Bologna, è apparso ancora acerbo per certi livelli, come dimostrato nella prova negativa contro i turchi.

Contributo limitato anche da Gatti e Adzic, mentre si attendono risposte dai nuovi arrivati come Holm (già fermo per infortunio) e Boga.

Le note positive: Kostic e Miretti convincono

In un contesto altalenante, i segnali migliori sono arrivati da Filip Kostić, autore di 3 gol in appena 490 minuti, e da Miretti, tra i più continui nelle rotazioni.

Spalletti ha dato una fisionomia chiara alla squadra, ma il limite resta evidente: quando si abbassa il livello dei titolari, la Juventus perde qualità e incisività. Lo riporta il Corriere di Torino.