Juventus, alla sua nascita non c’erano ancora Fiat, televisione e SuperEnalotto

Juventus, alla sua nascita non c’erano ancora Fiat, televisione e SuperEnalottoTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
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di Redazione TuttoJuve
Dalla Fiat alla televisione, fino al SuperEnalotto: un viaggio tra le realtà che ancora non esistevano quando nacque la Juventus nel 1897.

La Fiat doveva ancora essere fondata, il Giro d’Italia non aveva percorso neppure un chilometro e nelle case non esistevano radio da accendere per ascoltare una partita. Quando nacque la Juventus, il Paese era profondamente diverso da quello che conosciamo. Molti marchi, appuntamenti e oggetti destinati a diventare simboli dell’identità italiana sarebbero comparsi soltanto negli anni successivi, alcuni addirittura un secolo dopo.

Il punto di partenza è il 1° novembre 1897, quando un gruppo di studenti del liceo classico Massimo d’Azeglio di Torino diede vita al club. Quei ragazzi scelsero un nome legato alla gioventù, senza poter immaginare quanto a lungo avrebbe attraversato la storia dello sport. Oggi, per comprendere la longevità della Vecchia Signora, può essere più efficace uscire per un momento dagli almanacchi calcistici e osservare tutto ciò che, in quel momento, ancora mancava.

Dall’industria automobilistica all’intrattenimento, passando per i mezzi di comunicazione, il confronto restituisce la misura di una società nata prima di numerose abitudini che ormai consideriamo parte del paesaggio nazionale.

La Fiat sarebbe arrivata quasi due anni dopo

Il primo confronto conduce nella stessa città della Juventus. La Fabbrica Italiana Automobili Torino venne costituita l’11 luglio 1899: quando l’azienda mosse i suoi primi passi, il club esisteva già da oltre un anno e mezzo.
È un dettaglio particolarmente significativo per due realtà che avrebbero occupato un posto centrale nella storia torinese. Prima che il nome Fiat diventasse familiare sulle strade, nelle fabbriche e nelle vicende economiche del Paese, un gruppo di studenti aveva già cominciato a costruire la propria esperienza sportiva.

Questo non significa che nel 1897 in Italia mancassero le automobili o le iniziative imprenditoriali legate ai motori. Il confronto riguarda precisamente la nascita della Fiat come azienda. Ed è sufficiente a rovesciare una percezione comune: una delle grandi istituzioni sportive italiane precede un marchio che, per generazioni, ha rappresentato l’industrializzazione nazionale.

Non esistevano ancora la federazione calcistica e il suo primo campionato

Il passaggio più sorprendente riguarda forse proprio il pallone. La Juventus è più antica della federazione che oggi governa il calcio italiano.
Il 26 marzo 1898, a Torino, venne costituita la Federazione Italiana del Football, che nel 1909 avrebbe assunto la denominazione di Federazione Italiana Giuoco Calcio. La società juventina era dunque nata alcuni mesi prima dell’organismo federale.

Anche il primo campionato organizzato dalla nuova federazione doveva ancora disputarsi. Si giocò l’8 maggio 1898 al Velodromo Umberto I di Torino, concentrando l’intera competizione in una giornata. Parteciparono quattro squadre e vinse il Genoa; la Juventus non era tra le formazioni in campo.
La distinzione è importante: il calcio in Italia aveva già i suoi praticanti e le sue società, ma la struttura federale nazionale stava ancora prendendo forma. La nascita juventina appartiene a questa fase pionieristica, precedente al consolidamento delle competizioni che avrebbero scandito la vita sportiva del Novecento.

Il Giro d’Italia non era ancora partito

Quando il primo Giro d’Italia prese il via, la Juventus aveva già festeggiato undici anniversari. La corsa cominciò a Milano il 13 maggio 1909, alle 2.53 del mattino, aprendo una storia destinata a intrecciarsi con quella del Paese.

Il confronto mette accanto due diverse forme di appartenenza sportiva. Da una parte il calcio dei club, legato inizialmente a comunità cittadine; dall’altra una competizione capace di attraversare territori e portare lo spettacolo direttamente sulle strade.

Oggi il Giro sembra appartenere da sempre al calendario italiano. Eppure, quando nacque la Juventus, mancavano ancora più di undici anni alla sua prima partenza. La corsa avrebbe successivamente costruito i propri campioni, le proprie rivalità e una memoria collettiva fatta di salite e traguardi, mentre il club torinese aveva già avviato il suo percorso.

È anche attraverso questi scarti temporali che una data apparentemente lontana come il 1897 acquista una dimensione concreta.

La radio e la televisione erano ancora lontane dalla vita quotidiana

La distanza diventa ancora maggiore osservando i mezzi che avrebbero trasformato il rapporto tra italiani e sport. Il servizio italiano di radiodiffusione regolare iniziò il 6 ottobre 1924, con la trasmissione inaugurale dell’Unione Radiofonica Italiana.

La Juventus esisteva già da quasi ventisette anni. Era nata in un’epoca nella quale seguire una squadra non poteva significare ascoltarne le partite attraverso un apparecchio domestico. Il racconto sportivo passava dalla presenza sul campo, dalla stampa e dalle conversazioni tra appassionati.
Per le trasmissioni televisive regolari della Rai bisogna arrivare invece al 3 gennaio 1954. Il club aveva ormai superato il mezzo secolo di vita.

Naturalmente, queste date indicano l’avvio dei servizi regolari, non l’invenzione delle tecnologie o l’inizio delle sperimentazioni. Rimane però un dato eloquente: la Juventus aveva già una lunga storia quando cominciò l’era della televisione italiana. Avrebbe poi attraversato tutte le successive trasformazioni del pubblico calcistico, dalle visioni collettive davanti ai primi schermi fino alla fruizione digitale.

La Vespa sarebbe nata nell’Italia del dopoguerra

Tra gli oggetti che sembrano riassumere un’intera idea d’Italia, pochi hanno la riconoscibilità della Vespa. Eppure, anche questo simbolo è molto più giovane della Juventus.

Il brevetto della Vespa venne depositato il 23 aprile 1946. In quel momento la società torinese si avvicinava ai quarantanove anni dalla fondazione. La distanza separa due contesti storici profondamente differenti. Il club era nato nell’Italia di fine Ottocento; la Vespa si affacciò sul mercato nel dopoguerra, diventando nel tempo un’immagine della mobilità quotidiana e dello stile italiano.

Il paragone riguarda il celebre scooter, non la nascita di Piaggio, che ha origini precedenti. Questa precisazione permette di mantenere il confronto sul terreno corretto: quando comparve uno dei prodotti italiani più riconoscibili nel mondo, la Juventus possedeva già una storia lunga quasi mezzo secolo.

Il SuperEnalotto debuttò quando la Juventus aveva già cento anni

Il salto cronologico più ampio conduce al SuperEnalotto. La prima estrazione si tenne il 3 dicembre 1997, poco più di un mese dopo il centenario della Juventus.

È probabilmente il confronto che rende più immediata la profondità temporale della storia juventina, anche perché - come la Juventus - il SuperEnalotto resta mediaticamente centrale e abituato a “sopravvivere” allo scorrere del tempo, come dimostrano i vari portali a tema superenalotto presenti sul web. Un gioco entrato nelle abitudini degli italiani e nel linguaggio delle cronache nacque quando il club aveva già attraversato cento anni di attività.
Occorre distinguere il SuperEnalotto dalle tradizioni di gioco precedenti: nel 1897 esistevano già il Lotto e altre forme di lotteria. A essere successivo di un secolo è quello specifico concorso, con la propria formula e la propria identità.

La coincidenza dei due anni, 1897 e 1997, offre così una misura facile da ricordare. Mentre il SuperEnalotto inaugurava la propria storia, quella della Juventus era già abbastanza lunga da comprendere generazioni di calciatori e tifosi, cambiamenti sociali e trasformazioni radicali del calcio.

Una longevità che supera il campo

La forza di questi confronti sta nella varietà degli esempi. La Juventus precede un grande costruttore automobilistico, la federazione calcistica nazionale, una corsa simbolo dello sport italiano, la radiodiffusione regolare, la televisione e un’icona della mobilità. Nel caso del SuperEnalotto, il vantaggio cronologico raggiunge un secolo.

Questo non attribuisce al club un primato assoluto di anzianità nel calcio italiano, dove esistono società fondate prima. Ne chiarisce però la collocazione: la Juventus appartiene a un’Italia precedente a molte delle istituzioni e delle consuetudini attraverso cui oggi raccontiamo il Paese e, nonostante questo e risultati attuali altalenanti, rimane una delle realtà storiche del calcio nostrano.

Il soprannome Vecchia Signora trova anche qui una suggestione particolare. Dietro una squadra osservata soprattutto attraverso risultati, classifiche e mercato, c’è una continuità che parte da un gruppo di liceali dell’Ottocento e arriva al calcio globale. Quando molte delle cose che oggi sembrano esserci sempre state dovevano ancora nascere, la sua storia era già cominciata.