Cardia: "La Juve pur di non richiamare Conte ha puntato su chiunque, ma la squadra sbanda"

Cardia: "La Juve pur di non richiamare Conte ha puntato su chiunque, ma la squadra sbanda"TuttoJuve.com
Oggi alle 09:30Altre notizie
di Giuseppe Giannone
Il collega Ivan Cardia parla della situazione allenatore in casa Juventus, sottolineando come Antonio Conte possa essere l'uomo giusto per il futuro.

Direttamente dalle pagine di "TMW", il collega Ivan Cardia parla della situazione allenatore in casa Juventus, sottolineando come Antonio Conte possa essere l'uomo giusto per il presente, ed il futuro, della squadra bianconera. 

Cardia: "Conte, la mancata chiamata da parte della Juve affonda le sue radici nella rottura con la proprietà"

"A Torino è stato, nelle ultime ore, il momento del faccia a faccia tra Luciano Spalletti e la sua squadra. Se c’è una critica che non si può fare all’allenatore della Juventus, è che non dica le cose che pensa. Le dice, le ribadisce, le abbellisce, fa giri immensi e poi le ridice. Spalletti è, incontrovertibilmente, un allenatore onesto. Ed è anche un grande allenatore, per quello che ha fatto in carriera. Però non sembra quello giusto per una Juve che è già intervenuta su uno dei problemi a monte - la dirigenza -, ma rischia di buttare all’aria un’altra stagione anche per un ostracismo di dimensioni ai limiti dell’incomprensibile.

Pur di non richiamare Antonio Conte - che tornerebbe di corsa, non è neppure più un segreto -, hanno puntato su chiunque. Su Thiago Motta e la sua proposta rivoluzionaria: male. Su Igor Tudor, il salvatore della patria: peggio che andar di notte. Su Luciano Spalletti, addirittura, ci hanno puntato due volte: al posto del croato, e fin lì poco da dire. E poi ancora dopo che non ha centrato la qualificazione alla Champions League: passi pure l’avvio azzoppato, ma 29 delle 38 giornate dello scorso campionato le ha vissute lui, non si può addossare tutta la colpa a Tudor. Non v’è certezza che Conte possa risolvere i problemi, però è quello che fa da tutta una carriera. Soprattutto, la sensazione è che il no ad Antonio non abbia alcuna motivazione tecnica, ma affondi le sue radici nella rottura con la proprietà, che peraltro ha - ancora meno felicemente, va detto - ostracizzato anche l’altra parte di quella contesa, cioè Andrea Agnelli. Il risultato è che la squadra va sbandando e non riesce a trovare una nuova guida in grado di rimetterla in sesto, mentre Conte è lì sulla riva del fiume".