Juventus, Marcenaro non decide il risultato ma il metro arbitrale è inaccettabile: troppo permissivo con il Cagliari

Juventus, Marcenaro non decide il risultato ma il metro arbitrale è inaccettabile: troppo permissivo con il CagliariTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Non convince la prova del direttore di gare

La Juventus pareggia 1-1 a Cagliari e deve soprattutto prendersela con se stessa per le tante occasioni sprecate e per il gol evitabile subito nel primo tempo. Sarebbe sbagliato attribuire a Matteo Marcenaro la responsabilità del risultato, ma questo non significa che la sua direzione di gara sia stata convincente. Anzi, il metro adottato dall'arbitro genovese lascia parecchie perplessità, soprattutto per il permissivismo nei confronti dei giocatori rossoblù e per una gestione disciplinare apparsa poco uniforme.

Marcenaro, una direzione che non convince

La Juventus torna dalla Sardegna con un punto e con il rammarico di non aver sfruttato le numerose opportunità costruite. Kolo Muani trova il pareggio all'80', poi colpisce una traversa che avrebbe potuto regalare ai bianconeri una vittoria importante. Il risultato, dunque, nasce principalmente dagli errori della squadra di Luciano Spalletti, incapace di concretizzare la superiorità territoriale. Questo, però, non impedisce di analizzare criticamente la prestazione di Matteo Marcenaro. L'arbitro non commette errori decisivi ai fini del punteggio, ma lascia la sensazione di aver adottato un criterio disciplinare discutibile. Il problema non è un singolo episodio clamoroso, ma la gestione complessiva dei contatti e dei falli durante la partita.

McKennie ammonito al primo fallo: una severità che sorprende

L'episodio più significativo riguarda Weston McKennie. Il centrocampista statunitense viene ammonito al primo fallo commesso, una decisione apparsa particolarmente severa. Il cartellino giallo arriva in una fase nella quale la partita è ancora aperta e finisce inevitabilmente per condizionare l'atteggiamento del giocatore. Un centrocampista come McKennie, che basa una parte importante del proprio rendimento sull'aggressività e sull'intensità nei contrasti, deve infatti modificare il proprio comportamento quando riceve un'ammonizione.

La scelta di Marcenaro sarebbe stata meno discutibile se lo stesso livello di severità fosse stato applicato con continuità a entrambe le squadre.

Ed è proprio questo il punto che lascia perplessi.

Troppa tolleranza verso i giocatori del Cagliari

Nel corso della partita il Cagliari utilizza spesso il contatto fisico per interrompere il ritmo della Juventus. È una scelta tattica comprensibile da parte di una squadra che deve difendersi contro un avversario tecnicamente attrezzato. Ma il compito dell'arbitro è stabilire un limite chiaro e applicarlo senza differenze. La sensazione, invece, è che Marcenaro abbia consentito ai rossoblù un livello di aggressività superiore rispetto a quello tollerato nei confronti dei bianconeri. Diversi interventi e contatti vengono gestiti con una certa indulgenza, mentre la Juventus si ritrova a fare i conti con un'ammonizione immediata per McKennie.

Un altro episodio riguarda Nico González.

L'argentino è uno dei giocatori più attivi della Juventus nel primo tempo e cerca ripetutamente di mettere in difficoltà la difesa del Cagliari. Nel finale riesce a provocare l'ammonizione di Rodríguez, conquistando una punizione dalla quale impegna successivamente Caprile. Il cartellino dimostra che Marcenaro è disposto a intervenire sul piano disciplinare, ma non cancella la sensazione di una gestione complessivamente troppo tollerante nei confronti della fisicità rossoblù. Una squadra come la Juventus, che cerca di costruire attraverso il palleggio e le iniziative degli esterni, ha bisogno che i falli vengano valutati con coerenza.

Non significa pretendere una protezione particolare per i giocatori più tecnici. Significa semplicemente chiedere che il regolamento venga applicato in maniera uniforme.

Il precedente di Juventus-Salernitana rendeva la designazione delicata

La presenza di Marcenaro aveva già suscitato discussioni prima del calcio d'inizio. Il direttore di gara genovese era infatti l'arbitro di Juventus-Salernitana del settembre 2022, la partita segnata dall'annullamento del gol regolare di Arkadiusz Milik. In quell'occasione il VAR non aveva considerato correttamente la posizione di Antonio Candreva, che teneva in gioco Leonardo Bonucci. Un episodio gravissimo dal punto di vista tecnico, rimasto nella memoria dei tifosi juventini.

Si può affermare che Marcenaro non abbia inciso sul risultato e, contemporaneamente, giudicare insufficiente il suo metro disciplinare.