Juventus, a Cagliari lo stesso film dello scorso anno: tante occasioni, poca concretezza e una vittoria che non arriva

Juventus, a Cagliari lo stesso film dello scorso anno: tante occasioni, poca concretezza e una vittoria che non arrivaTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Cagliari-Juventus 1-1, stesso copione della scorsa stagione: tante occasioni sprecate, gol subito e vittoria sfumata. Kolo Muani evita la sconfitta.

Cambiano i protagonisti, cambia il risultato finale, ma il copione sembra sempre lo stesso. La Juventus torna da Cagliari con un pareggio per 1-1 e la sensazione di aver lasciato per strada due punti alla propria portata. Come nella passata stagione, i bianconeri costruiscono numerose occasioni, controllano lunghi tratti della partita, ma non riescono a vincere. Stavolta almeno Kolo Muani evita la sconfitta, ma il problema resta evidente: la squadra crea molto più di quanto riesca a concretizzare.

Un anno dopo, la Juventus ricade negli stessi errori

Cagliari sembra essere diventato un campo sul quale la Juventus fatica a trasformare la superiorità di gioco in risultati.La passata stagione i bianconeri erano usciti sconfitti dalla Sardegna nonostante una partita caratterizzata da una netta produzione offensiva e da numerose conclusioni verso la porta avversaria.Questa volta il risultato è meno pesante, ma la sensazione è molto simile.La Juventus di Luciano Spalletti parte con il giusto atteggiamento, prende l'iniziativa e crea immediatamente situazioni interessanti.Kolo Muani non sfrutta una ripartenza, Pape Sarr conclude alto, Conceição cerca la porta senza precisione e Nico González manca una buona opportunità da distanza ravvicinata.

Tante occasioni, nessun gol.

Poi arriva la prima vera iniziativa del Cagliari e la squadra bianconera viene punita. Maldini segna, la Juventus paga la prima disattenzione La rete di Daniel Maldini rappresenta il momento che cambia completamente la partita. Il Cagliari sfrutta una serie di rimpalli favorevoli, ma la Juventus ha responsabilità evidenti nella gestione dell'azione. La difesa non interviene con la necessaria determinazione e permette agli avversari di mantenere vivo un pallone che avrebbe dovuto essere allontanato. Il risultato è paradossale: la squadra che ha costruito più occasioni si ritrova sotto nel punteggio. È proprio questo l'elemento che richiama la sfida della passata stagione. La Juventus produce, attacca, cerca di imporre la propria superiorità tecnica, ma finisce per pagare carissimo uno dei pochi episodi concessi. Una squadra con ambizioni importanti non può permettersi di essere così poco efficace nelle due aree di rigore.

Spalletti cambia tutto, ma il pareggio arriva soltanto all'80'

Nella ripresa Spalletti prova a modificare l'andamento della partita. Entrano Zhegrova e Alajbegovic, successivamente trovano spazio anche Woltemade e Cambiaso. La Juventus aumenta la pressione, cerca la conclusione con maggiore frequenza e costringe Caprile a diversi interventi.

Zhegrova prova ripetutamente a rendersi pericoloso, mentre Kolo Muani continua a cercare la giocata giusta. Il problema è sempre lo stesso: il pallone arriva nelle zone interessanti, ma manca la decisione finale.

La Juventus deve imparare una lezione semplice.

Nel calcio non basta giocare meglio dell'avversario per vincere. Servono precisione, lucidità, cattiveria agonistica e capacità di sfruttare i momenti favorevoli. Contro il Cagliari sono mancate soprattutto queste caratteristiche. La squadra di Spalletti ha costruito situazioni sufficienti per segnare più di una rete, ma ha trasformato soltanto una delle opportunità create. Dall'altra parte, una disattenzione difensiva è stata sufficiente per complicare l'intera partita. È un equilibrio troppo fragile per una formazione che vuole competere stabilmente nelle prime posizioni.

Juventus, il rischio è continuare a perdere punti allo stesso modo

Il pareggio di Cagliari non rappresenta un disastro, ma è un'occasione sprecata. La Juventus aveva bisogno di dare continuità alla vittoria contro l'Atalanta e di dimostrare una crescita anche sul piano della maturità. Invece torna a casa con gli stessi interrogativi.

Perché la squadra non riesce a chiudere le partite quando crea le occasioni? Perché basta una disattenzione per ritrovarsi a inseguire? E soprattutto, perché la superiorità territoriale produce così pochi gol?

Lo scorso anno a Cagliari arrivò una sconfitta difficile da digerire. Stavolta arriva un pareggio, ma la sostanza cambia poco: la Juventus ha ancora una volta costruito abbastanza per vincere e non ci è riuscita.

Spalletti dovrà lavorare soprattutto su questo aspetto. Perché se il copione continua a ripetersi, il problema non può più essere considerato soltanto una questione di episodi sfortunati.