Infantino fa infuriare l’Europa

Infantino fa infuriare l’EuropaTuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
UEFA, Leghe e club contestano il progetto FIFA di aprire agli investitori esterni i diritti commerciali del Mondiale. Sul tavolo anche il boicottaggio.

Il futuro commerciale della Coppa del Mondo apre una frattura senza precedenti tra la FIFA e una parte sempre più ampia del calcio internazionale. UEFA, campionati nazionali, club, confederazioni e rappresentanti dei tifosi contestano il progetto con il quale la federazione mondiale intenderebbe trasferire i diritti commerciali e audiovisivi delle proprie competizioni a una nuova società, la FIFA Forward Enterprise.

Il passaggio successivo prevederebbe la cessione a investitori esterni di una quota vicina al 20%. Un'operazione presentata come uno strumento per aumentare risorse e capacità di sviluppo, ma interpretata dagli oppositori come la privatizzazione di uno dei patrimoni più importanti dello sport mondiale.

La tensione è salita al punto che in ambito UEFA si comincia a valutare anche una risposta estrema secondo Gazzetta: il possibile boicottaggio del Mondiale da parte delle federazioni contrarie al piano.

L'offerta alle federazioni e la scadenza del 19 settembre

La FIFA avrebbe fissato al 19 settembre il termine entro il quale le 211 federazioni affiliate dovranno decidere se aderire al progetto.Alle associazioni nazionali verrebbe riconosciuto un pagamento una tantum da 20 milioni di dollari, sostenuto attraverso l'intervento della società di investimento Thrive Eternal. Proprio la presenza di una scadenza e di un incentivo economico immediato ha alimentato le contestazioni.Secondo gli oppositori, un progetto destinato a modificare radicalmente la gestione commerciale del calcio mondiale non potrebbe essere approvato attraverso una procedura accelerata, senza una discussione approfondita con campionati, società, calciatori e tifosi.

La dura reazione della UEFA

La UEFA ha convocato una riunione d'urgenza per definire una posizione comune tra le proprie 55 federazioni. Il tono utilizzato dall'organismo europeo è durissimo. Nel comunicato viene denunciata una pressione esercitata sulle federazioni attraverso un'offerta destinata a decadere in caso di mancata adesione entro la scadenza stabilita. Per la UEFA, questo metodo dimostrerebbe la natura divisiva dell'iniziativa. La confederazione europea sostiene inoltre che la FIFA non possa utilizzare il calcio per favorire il proprio arricchimento o quello dei soggetti finanziari coinvolti. Il valore delle competizioni, secondo questa posizione, viene prodotto dall'intero sistema e dovrebbe quindi essere amministrato attraverso un processo trasparente e condiviso.

Malagò: “Conflitto totale tra FIFA e UEFA”

Anche il presidente federale Giovanni Malagò ha riconosciuto l'esistenza di uno scontro ormai aperto tra i due principali organismi del calcio internazionale. Malagò ha definito il progetto FIFA “particolare”, sottolineando come la contrapposizione con la UEFA abbia ormai creato una divisione molto difficile da ricomporre. La situazione mette le federazioni europee davanti a una scelta delicata. Accettare il piano significherebbe ottenere nuove risorse economiche, ma anche sostenere un modello di gestione che potrebbe ridurre il controllo politico e sportivo sulle competizioni.

Le Leghe europee: “Il Mondiale non è un asset finanziario”

L'opposizione non arriva soltanto dalla UEFA. European Leagues, l'organizzazione che rappresenta i campionati professionistici del continente, ha descritto il progetto come uno sviluppo “sconsiderato e divisivo”. La Serie A sarebbe tra le leghe maggiormente impegnate nel fronte contrario. La posizione è netta: la Coppa del Mondo non dovrebbe essere trattata come un bene finanziario da mettere sul mercato. Il suo valore non deriverebbe esclusivamente dal marchio FIFA, ma dal lavoro quotidiano di club, leghe, calciatori e tifosi. Questi soggetti, però, non avrebbero ricevuto un vero potere decisionale nell'operazione.

Anche i club si schierano

Alla protesta si è aggiunta l'Associazione dei Club di Calcio Europei, che rappresenta più di 850 società ed è presieduta da Nasser Al-Khelaifi.

L'organizzazione ha espresso seria preoccupazione per la natura improvvisa e unilaterale delle comunicazioni relative alla nuova società commerciale. I club chiedono di essere coinvolti prima che vengano prese decisioni capaci di modificare il valore e la struttura delle competizioni internazionali.