Giustizia sportiva, l'avv. Pennisi su sentenza Agnelli-Arrivabene: "La accolgo con favore, le federazioni non potranno ignorarla"

Giustizia sportiva, l'avv. Pennisi su sentenza Agnelli-Arrivabene: "La accolgo con favore, le federazioni non potranno ignorarla"TuttoJuve.com
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di Redazione TuttoJuve
La sentenza della Corte Ue apre una nuova fase per la giustizia sportiva: per l'avvocato Pennisi serviranno più indipendenza e trasparenza.

La recente pronuncia della Corte di giustizia dell'Unione europea nelle cause riunite C-424/24 e C-425/24, che ha accolto il ricorso presentato da Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene, è destinata a incidere profondamente sul futuro della giustizia sportiva italiana. La decisione dei giudici europei apre infatti alla possibilità di impugnare davanti al Tar le sentenze degli organi della giustizia sportiva.

Pennisi commenta la svolta della Corte Ue

Tra gli esperti che hanno commentato la svolta sulle pagine di Italia Oggi c'è anche Fabio Pennisi, avvocato specializzato in diritto sportivo, che vede nella pronuncia un passaggio destinato a orientare il sistema verso un'evoluzione significativa.

«Mi sembra una decisione che, pur non essendo direttamente una riforma del sistema, indica chiaramente la direzione da seguire e introduce elementi di novità che difficilmente sarebbero emersi da una riforma elaborata all'interno dello stesso sistema sportivo», ha spiegato Pennisi.

Secondo il legale, il fatto che il cambiamento sia arrivato dalla Corte europea rappresenta un elemento di forza: «Questo intervento “dall'alto”, sotto il profilo giuridico, sarà probabilmente più efficace e maggiormente orientato ai principi del diritto. Personalmente lo accolgo con favore. Da un lato, infatti, non ha stravolto il sistema della giustizia sportiva sotto il profilo sostanziale; dall'altro, però, fornisce indicazioni molto precise e determinanti per una ristrutturazione complessiva dell'intero sistema».

Più indipendenza e trasparenza per gli organi sportivi

Ora l'attenzione si sposta sul modo in cui l'ordinamento italiano recepirà la decisione della Corte. Per Pennisi, però, alcuni principi fissati dalla sentenza non potranno essere messi in discussione.

«La Corte insiste ripetutamente sull'indipendenza degli organi giurisdizionali. Un'indipendenza che certamente possiamo riconoscere al Collegio di garanzia, ma che non sempre può dirsi altrettanto evidente per gli organi di giustizia endofederali», ha aggiunto l'avvocato.

Il richiamo alle federazioni

Proprio questo richiamo all'autonomia e all'imparzialità degli organi giudicanti potrebbe avere conseguenze importanti sul funzionamento delle federazioni sportive. «A mio avviso, proprio questi richiami rappresentano un messaggio che le federazioni non potranno più ignorare. Sarà necessario oggettivizzare le procedure, renderle pienamente trasparenti e garantire criteri imparziali nella nomina dei giudici sportivi. Anche se la Corte non lo afferma espressamente», conclude Pennisi, «il continuo riferimento ai principi di indipendenza e imparzialità non potrà non incidere, in futuro, sulle modalità di selezione e di nomina degli organi della giustizia sportiva».