Gavillucci: "Ancora oggi ho dubbi sulla mia dismissione. Il problema è tutto il sistema arbitrale"
Il terremoto che ha colpito l’AIA continua a far discutere, soprattutto dopo l’inchiesta che vede coinvolto Gianluca Rocchi. Per fare chiarezza sui meccanismi del sistema arbitrale, è intervenuto su Sportmediaset l’ex direttore di gara Claudio Gavillucci.
Gavillucci, dismesso nel 2018, ha ricordato l’episodio di Sampdoria-Napoli, quando sospese la gara per cori razzisti contro Kalidou Koulibaly: “Il fatto che io abbia fermato quella partita è reale. I dubbi sui motivi della mia dismissione restano enormi, ma non ho mai sostenuto che ci sia un collegamento diretto”.
Entrando nel merito dell’indagine su Rocchi, l’ex arbitro ha commentato il presunto episodio del rigore “chiamato” in Udinese-Parma: “La verità del campo è stata stabilita, ma è chiaro che nessuno può interferire con arbitro e VAR. Quando arbitravo e svolgevo il ruolo di VAR, eravamo in un pulmino con l’obbligo di chiuderlo prima della partita e riaprirlo solo al termine”.
Infine, Gavillucci ha offerto una lettura più ampia sulle “soffiate” ai magistrati, interpretandole come una protesta contro l’intero sistema: “Più che contro Rocchi, è una ribellione verso un sistema che ti assorbe completamente e poi ti lascia senza tutele. Gli arbitri sono professionali ma non professionisti: servono contratti veri, con garanzie come TFR e coperture per infortuni. Se la FIGC non interviene, rischiamo nuove cause già nei prossimi mesi”.
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