Gambelli: "Juventus tra alti e bassi. Con il Como c'è il rischio di un altro pareggio"
A Radio Bianconera, durante Fuori di Juve, lo scrittore e piccolo azionista della Juventus, Riccardo Gambelli, ha analizzato i recenti ko tra campionato e coppa. Ecco le sue dichiarazioni:
«Abbiamo visto due partite diverse tra Inter e Galatasaray. C'è sempre di mezzo un'espulsione. Quella di Cabal? Niente da dire. La Juve è fatta da giocatori bipolari, nel senso che possono passare dalle stelle alle stalle nel corso della stessa partita. Ed è quello che è successo a Istanbul. Gli errori sugli ultimi gol del Gala non giustificano il fatto di essere in 10. Se li fa uno di Seconda Categoria non gioca per un mese. Sono troppo gravi per un professionista. Ci avevano abituato bene nelle ultime partite, poi precipitano nel buio assoluto. E poi al primo tiro gli avversari fanno rete: il portiere quindi è un grosso problema. Un problema serio».
Sul rinnovo di Luciano Spalletti, Gambelli ha aggiunto: «Per questione di bilancio non potevano subito fargli un accordo triennale. Credo che sia tacito l'accordo di altri due anni, anche Comolli so che sta apprezzando il lavoro di Spalletti, ma è sotto gli occhi di tutti. Doveva essere bravo a valutare chi può rimanere alla Juve e chi no. Lui li sta valutando a 360 gradi e credo abbia già idea di chi deve vestire ancora questa maglia. Chiaramente se resta, essendo uno di grande livello, chiederà degli acquisti, e se la Juve vuole tornare a essere competitiva, ha bisogno di almeno 5-6 giocatori forti che, miscelati a quelli che hai adesso, forse ti possono riportare a certi livelli».
Infine, sulla sfida di campionato contro il Como, Gambelli ha sottolineato: «Già così è una scalata difficile, se non vinci col Como lo è di più. Non sarà semplice, ora allo Stadium nessuno arriva 'bastonato', sportivamente parlando. Ora vengono per fare risultato, è cambiato veramente il mondo. Il Como verrà facendo il suo gioco, che è uno dei più belli in campionato, almeno fino a qualche giornata fa. Spero ci sia Bremer, ma non credo. È fondamentale per la squadra, la considero una partita dove rischi un altro pareggio. O chissà che si riveda una bellissima Juve. Psicologicamente per me questi ragazzi sono rimasti a Milano con la testa, come i tifosi. Il popolo juventino, nonostante il 5-2 subito, continua a parlare dell'Inter, perché è una ferita che non guarirà mai. E credo che possa esserlo anche per i giocatori».
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