Figc verso la resa dei conti: commissariamento sempre più vicino, Malagò prepara la battaglia

Figc verso la resa dei conti: commissariamento sempre più vicino, Malagò prepara la battagliaTuttoJuve.com
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Ieri alle 23:30Altre notizie
di Fabio Moretti
Il ko dell'Italia aumenta la tensione intorno alla Figc. Buonfiglio può convocare la Giunta il 7 ottobre, mentre Malagò prepara i ricorsi

Il difficile esordio della Nazionale di Roberto Mancini si inserisce in una fase già delicatissima per la Figc. Il Corriere della Sera dedica un ampio approfondimento al futuro della Federazione, alle prese con le tensioni politiche e istituzionali che circondano la posizione del presidente Giovanni Malagò.

Figc, la sconfitta dell'Italia aumenta la pressione su Malagò

Una vittoria contro il Belgio avrebbe probabilmente concesso qualche ora di tregua. Il netto ko dell'Olimpico, accompagnato dal malcontento del pubblico, ha invece contribuito ad appesantire ulteriormente il clima.

Emblematica l'immagine della tribuna d'onore, con Malagò seduto tra il ministro dello Sport Andrea Abodi e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio. Secondo il quotidiano, i tre si sarebbero rivolti pochissime parole durante la serata.

Malagò lascia spazio a Mancini e Ranieri

Sul campo, intanto, la falsa partenza contro il Belgio rende ancora più delicato il prossimo appuntamento con la Turchia, prima della successiva trasferta di Parigi contro la Francia.

Malagò ieri non si è presentato nel ritiro azzurro di Villa Borghese e raggiungerà Bursa soltanto domani. L'intenzione è quella di evitare un'eccessiva presenza intorno alla squadra, lasciando a Mancini e a Claudio Ranieri, presidente del Club Italia, la gestione di questa fase complicata.

Il presidente federale, del resto, è impegnato su un fronte ancora più delicato: quello relativo alla propria permanenza alla guida della Figc.

Buonfiglio ha confermato anche all'Olimpico la propria posizione:

«Bisogna rispettare le regole che non decido io...».

Il 7 ottobre possibile passaggio decisivo

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il commissariamento appare inevitabile. Buonfiglio sta aspettando le valutazioni dei giuristi e degli esperti di diritto sportivo e sarebbe orientato a convocare la Giunta del Coni il 7 ottobre, due giorni dopo Italia-Turchia a Bologna.

Il passaggio successivo coinvolgerebbe gli 84 componenti del Consiglio Nazionale, ai quali spetterebbe la decisione definitiva.

Il caso della Federcalcio è quello con maggiore risonanza, ma non sarebbe l'unico: entro la fine dell'anno altre tre o quattro federazioni potrebbero essere interessate da analoghi provvedimenti.

Buonfiglio possibile commissario

Nel caso in cui si arrivasse al commissariamento, sarebbe lo stesso Luciano Buonfiglio ad assumere l'incarico. L'alternativa indicata conduce invece al segretario generale Carlo Mornati.

L'obiettivo sarebbe quello di arrivare rapidamente a nuove elezioni. Lo statuto prevede che non possano svolgersi prima di sessanta giorni: la crisi potrebbe quindi trovare una soluzione entro la fine del 2026 o, al massimo, all'inizio del 2027.

Malagò prepara i ricorsi

Malagò, però, non sembra intenzionato ad accettare senza reagire un eventuale commissariamento. Il presidente federale sarebbe pronto a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione.

Il primo passaggio sarebbe un ricorso al Collegio di garanzia del Coni, seguito, qualora fosse necessario, da quello al Tar. Contemporaneamente verrebbe richiesta una sospensiva, con l'obiettivo di evitare una fase di paralisi della Federazione.

Parallelamente Malagò sta cercando di ricucire i rapporti con le diverse componenti del governo federale. Negli ultimi mesi non sono mancate tensioni e divergenze, ma davanti all'ipotesi del commissariamento le varie anime della Figc si ritrovano sulla difesa dell'autonomia del calcio dalla politica.

Malagò potrebbe ricandidarsi

Nell'eventualità di nuove elezioni, Malagò potrebbe anche decidere di presentare nuovamente la propria candidatura. Per farlo avrebbe però bisogno di recuperare soprattutto il rapporto con calciatori e allenatori, deterioratosi durante i primi tre mesi della nuova gestione.

Mentre il presidente prova quindi a ricompattare il fronte federale, Mancini deve occuparsi della crisi sul campo. Una vittoria contro la Turchia consentirebbe al ct di rimettere in carreggiata la Nazionale e, indirettamente, regalerebbe un po' di ossigeno anche al presidente che lo ha scelto.