Figc, La Repubblica: "Galliani e Malagò, braccio di ferro sulle firme dei club. Juventus ancora indecisa

Figc, La Repubblica: "Galliani e Malagò, braccio di ferro sulle firme dei club. Juventus ancora indecisaTuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Elezioni FIGC, Repubblica ricostruisce la sfida tra Galliani e Malagò: cinque club per parte, Cagliari e Sassuolo verso Galliani. Decisiva anche la Juventus.

"Galliani e Malagò, braccio di ferro sulle firme dei club", titola questa mattina La Repubblica, ricostruendo le tensioni che attraversano la Serie A in vista delle elezioni per la presidenza della FIGC, in programma il 14 dicembre. La candidatura di Adriano Galliani, sostenuta in particolare da Inter e Atalanta, ha aperto uno scontro con Giovanni Malagò, determinato a difendere la propria posizione.

Il quotidiano descrive una situazione caratterizzata da contatti continui tra i dirigenti delle società, con i due schieramenti impegnati a raccogliere le adesioni necessarie entro il 4 novembre, termine fissato per la presentazione delle candidature.

Elezioni FIGC, Malagò e Galliani hanno cinque club ciascuno

Secondo la ricostruzione di Repubblica, Giovanni Malagò dispone attualmente del sostegno di cinque società: Monza, Napoli, Roma, Lecce e Bologna. A queste potrebbe aggiungersi il Torino, che avrebbe già manifestato un orientamento favorevole.

Sul fronte opposto, Adriano Galliani può contare su Inter, Atalanta, Milan, Como e Genoa. A promuovere la candidatura del senatore di Forza Italia sono soprattutto Giuseppe Marotta e Luca Percassi, intenzionati a costruire un'alternativa alla conferma di Malagò.

L'attuale presidente resta comunque fiducioso sull'esito della contesa, tanto da aver confidato ai propri sostenitori: «Vinco anche questa partita». Tra i due contendenti ci sarebbe già stato anche un confronto telefonico.

Cagliari e Sassuolo verso Galliani, Juventus ancora indecisa

Una parte importante della partita si giocherà sulle società che non hanno ancora definito ufficialmente la propria posizione.

Cagliari e Sassuolo, secondo Repubblica, sarebbero orientati a sostenere Galliani, mentre Malagò starebbe cercando di ottenere le adesioni di Frosinone e Udinese. Quest'ultima mantiene tuttavia rapporti consolidati con Marotta e Percassi.

Particolarmente rilevante sarà la scelta della Juventus. Venerdì sera, l'amministratore delegato Giovanni Carnevali e il presidente Gianluca Ferrero hanno partecipato a una cena con Marotta, ma la decisione definitiva dipenderà dalla proprietà.

Su John Elkann starebbero esercitando pressioni sia Malagò sia il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, favorevole alla candidatura di Galliani.

Resta incerta anche la posizione della Lazio di Claudio Lotito, che tre mesi fa non aveva sottoscritto il sostegno a Malagò. Il Verona, altra società inizialmente contraria e nel frattempo retrocessa, avrebbe successivamente garantito il proprio appoggio.

FIGC, la strategia di Marotta e Percassi per fermare Malagò

Il quotidiano evidenzia un aspetto determinante del regolamento elettorale: qualora la Serie A non presentasse la candidatura di Malagò, nessun'altra componente federale sarebbe intenzionata a farlo.

Per impedire la sua designazione, dunque, allo schieramento favorevole a Galliani non sarebbe necessario raggiungere undici voti. Sarebbero sufficienti dieci società per determinare una situazione di stallo.

Marotta e Percassi vorrebbero definire gli equilibri prima del prossimo turno infrasettimanale di campionato. Già domani potrebbe svolgersi un nuovo incontro tra i rappresentanti dei club.

Abete prepara il confronto del 28 ottobre con le componenti federali

La battaglia per la candidatura della Serie A rappresenta soltanto una parte del confronto per la guida della FIGC.

Secondo Repubblica, anche qualora Malagò riuscisse a prevalere tra i club del massimo campionato, dovrebbe successivamente trovare il consenso delle altre componenti federali, un sostegno che al momento non appare garantito.

Giancarlo Abete ha convocato per il 28 ottobre una riunione con le diverse componenti, con l'obiettivo di costruire un'intesa attorno a una candidatura alternativa.

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti potrebbe già contare sull'appoggio delle leghe di Serie B e Serie C, oltre che della propria organizzazione. Rimane invece da definire la posizione dei calciatori, intenzionati ad attendere l'esito del confronto interno alla Serie A prima di assumere una decisione.

Il caso Signori e le tensioni tra Malagò e i club

Tra gli episodi che avrebbero contribuito ad alimentare le divergenze figura anche la nomina di Beppe Signori a capo delegazione della Nazionale Under 20, avvenuta, secondo la ricostruzione del quotidiano, senza un preventivo confronto con le società.

Una scelta che avrebbe accentuato il malcontento già manifestatosi durante l'estate tra Malagò e alcuni dirigenti precedentemente vicini alla sua gestione.

La contrapposizione, tuttavia, avrebbe origini più lontane e sarebbe legata a un progetto di cambiamento degli equilibri federali avviato già dopo il voto dello scorso giugno.