FIGC, Il Giornale: "Malagò spiazzato, Galliani può soffiargli la presidenza. Quelle voci nei corridoi del Palazzo..."

FIGC, Il Giornale: "Malagò spiazzato, Galliani può soffiargli la presidenza. Quelle voci nei corridoi del Palazzo..."TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti

La corsa alla presidenza della FIGC si complica per Giovanni Malagò, che rischia di non ottenere il sostegno necessario per presentare la propria candidatura alle elezioni del prossimo 14 dicembre. A ricostruire la situazione è Il Giornale, che si sofferma sulla crescente opposizione di una parte dei club di Serie A e sull'ipotesi di una candidatura alternativa rappresentata da Adriano Galliani. Malagò, eletto in precedenza con quasi il 70% dei consensi, si trova ad affrontare uno scenario profondamente cambiato. Dopo l'intervento del CONI per la questione del mancato tesseramento e la successiva nomina a commissario della stessa Federazione, l'attuale numero uno del calcio italiano potrebbe incontrare difficoltà proprio nel passaggio necessario per ottenere la rielezione.

FIGC, Marotta e Percassi puntano su Galliani

Secondo quanto riferisce Il Giornale, a mettere in discussione la candidatura di Malagò sono alcuni importanti dirigenti della Serie A, con Giuseppe Marotta e Luca Percassi in prima linea nel tentativo di individuare una nuova guida federale. Il nome scelto è quello di Adriano Galliani, dirigente con cinquant'anni di esperienza nel calcio, protagonista dei successi di Milan e Monza durante l'era di Silvio Berlusconi, già presidente della Lega e attualmente senatore di Forza Italia. La possibilità che proprio la Lega Serie A, principale bacino elettorale di Malagò, possa orientarsi verso Galliani ha modificato gli equilibri della corsa alla presidenza.

Malagò: "Sono sorpreso e dispiaciuto più che deluso"

L'attuale presidente federale non ha nascosto il proprio stupore per quanto sta accadendo, pur mantenendo fiducia nella possibilità di raccogliere il sostegno necessario. «Sono sorpreso e dispiaciuto più che deluso», ha dichiarato Malagò, che resta convinto di poter ottenere gli undici voti indispensabili per presentare la candidatura entro il 4 novembre. I prossimi dieci giorni saranno quindi determinanti per comprendere se la Serie A riuscirà a trovare un'intesa su uno dei due nomi. La posizione di Galliani potrebbe inoltre rafforzarsi attraverso l'appoggio di altre componenti federali, a partire dalla Lega Nazionale Dilettanti guidata da Giancarlo Abete e dal sindacato dei calciatori.

FIGC, dietro la rottura le nomine di Mancini e Bianchedi

Il quotidiano individua tra le principali ragioni dello scontro alcune decisioni assunte autonomamente da Malagò dopo la sua elezione. In particolare, avrebbero provocato malumori le scelte relative a incarichi di primo piano, come la nomina di Roberto Mancini a commissario tecnico e quella di Diana Bianchedi a capo delegazione della Nazionale, ruolo dal quale quest'ultima si è successivamente dimessa. Un ulteriore elemento di tensione riguarda la segreteria generale della FIGC. Malagò vorrebbe infatti rinviare a gennaio la nomina dell'avvocato Viglione, dopo la risoluzione consensuale del contratto di Brunelli. Decisioni che, secondo la ricostruzione del giornale, avrebbero alimentato il malcontento di alcuni dirigenti che avevano inizialmente sostenuto la sua presidenza.

FIGC, la frase sulle tensioni tra Malagò e i presidenti di Serie A

A sintetizzare il clima che si respira negli ambienti federali è una considerazione raccolta dal quotidiano nei corridoi del palazzo calcistico: «Hanno eletto Malagò e pensavano di comandare loro al posto suo, non lo conoscevano». Una frase che evidenzia la distanza tra le aspettative di una parte delle società e la gestione autonoma rivendicata dall'attuale presidente. La scadenza del 4 novembre rappresenterà il primo passaggio decisivo: soltanto dopo la presentazione delle candidature sarà possibile delineare con maggiore chiarezza gli schieramenti in vista del voto del 14 dicembre.