Figc, MF: ostacolo pantouflage per Malagò

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di Redazione TuttoJuve

Giovanni Malagò prova a spegnere sul nascere le polemiche legate al tema del pantouflage, la normativa che impone un periodo di stop di un anno prima del passaggio di funzionari o dirigenti pubblici verso incarichi nel settore privato dopo la conclusione del proprio mandato.

Il candidato alla presidenza della Figc ha affrontato l’argomento al termine dell’incontro con i club di Serie B, organizzato in vista delle elezioni federali del 22 giugno. Davanti alle domande sulla vicenda, Malagò ha scelto di non alimentare il dibattito: «Penso che nella vita non ci sia niente di peggio che dare risposta a situazioni che non vale la pena commentare».

La questione, tuttavia, resta al centro dell’attenzione. Il Coni, guidato in passato proprio da Malagò, è infatti considerato un ente pubblico di tipo associativo con funzioni di rilievo pubblicistico nei confronti delle federazioni sportive nazionali.

Secondo diversi pareri legali riportati da MF-Milano Finanza, il passaggio diretto dalla presidenza del Coni alla presidenza di una federazione sportiva nazionale integra sul piano sostanziale la fattispecie tipica del pantouflage. Questo perché, spiegano gli esperti, «chi ha deciso per le federazioni non può immediatamente mettersi a guidare una di queste federazioni, portando con sé relazioni consolidate, informazioni sensibili e una capacità di influenza maturata nell’esercizio della funzione pubblica». Così come la stessa Anac esclude dall’ambito del divieto solo gli enti in-house o le strutture totalmente integrate nell’amministrazione; ma le federazioni sportive nazionali sono enti autonomi dotati di personalità distinta e di autonomia organizzativa e patrimoniale,