De Vecchi: “Platini più forte di Maradona”
Ha condiviso il campo con campioni straordinari, ha vissuto da protagonista il Milan della prima stella e successivamente ha dedicato molti anni alla formazione dei giovani. Walter De Vecchi può quindi osservare il calcio attraverso prospettive differenti. E quando deve indicare il giocatore più impressionante visto durante la propria carriera, la scelta cade su un simbolo della Juventus: Michel Platini.
Ma nell'analisi dell'ex centrocampista c'è spazio anche per il presente bianconero. In particolare per Kenan Yildiz, indicato come uno dei talenti della Serie A con maggiori possibilità di affermarsi anche a livello internazionale.
De Vecchi a gazzetta: «Il più incredibile che abbia mai visto è Platini»
De Vecchi ha avuto la possibilità di giocare accanto a fuoriclasse appartenenti a epoche e squadre differenti.
Quando gli viene chiesto di scegliere, però, separa i grandi compagni avuti in carriera dal calciatore che maggiormente lo ha impressionato:
«I miei compagni più forti sono stati Rivera, Baresi e Maradona, ho avuto la fortuna di giocare con tre mostri del calcio. Ma il calciatore più incredibile che abbia mai visto è Michel Platini: nei tre anni consecutivi in cui vinse la classifica marcatori era ingiocabile e, inoltre, poteva occupare qualsiasi zona del campo».
Un riconoscimento importante per il fuoriclasse francese che ha segnato un'epoca della storia juventina.
Yildiz, De Vecchi vede un futuro internazionale
Dal passato al presente della Juventus.
Tra i giocatori che maggiormente attirano l'attenzione di De Vecchi c'è Kenan Yildiz, sul quale l'ex centrocampista esprime un giudizio particolarmente positivo:
«Purtroppo sono pochi. Credo che Yildiz abbia un futuro di livello internazionale e possa crescere ancora con un tecnico come Spalletti. L’ Inter ha giocatori forti, ma sono un po’ troppo maturi e nessuno di loro ha fatto lo step finale per diventare un top. Voglio vedere cosa farà Palestra in Premier: lui potrebbe diventare un grandissimo».
Per Yildiz arriva quindi una doppia investitura: quella legata alle qualità del giocatore e quella relativa alla possibilità di migliorare lavorando con Luciano Spalletti.
Il problema dei giovani italiani
Una parte importante della riflessione di De Vecchi riguarda proprio la formazione.
Secondo l'ex rossonero, il calcio italiano continua a produrre talento. Il problema sarebbe piuttosto riuscire a individuarlo, accompagnarlo e soprattutto concedergli il tempo necessario per svilupparsi.
La sua storia personale parte dai campi dell'oratorio:
«Sui campi dell’oratorio di Bresso. Per me la parrocchia è il luogo più aggregante di tutti: anche se ho giocato in tante squadre in giro per l’Italia, gli amici a cui sono più legato sono quelli della mia infanzia. E voglio aggiungere una cosa: per me la crisi del calcio italiano passa anche dalla mancanza di questi luoghi, ora nessun ragazzo va più a giocare all’oratorio».
Milan e Juve dietro l'Inter, De Vecchi punta sulla Roma
Guardando invece alla corsa per il campionato, De Vecchi inserisce Milan e Juventus nello stesso gruppo alle spalle dell'Inter, indicando però un'altra squadra come principale alternativa:
«Lo metto in seconda fascia insieme alla Juve tra i possibili avversari dei nerazzurri. Per me quest’anno la più pericolosa delle inseguitrici è la Roma: è una delle poche squadre che fa ancora divertire».
Una Serie A nella quale, secondo De Vecchi, i giocatori capaci di raggiungere una dimensione internazionale non sarebbero molti.
Tra le eccezioni, però, inserisce proprio Yildiz.
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