Caputi: "Juve, segnali incoraggianti ma ora serve continuità. Ad Alajbegovic va dato tempo"

Caputi: "Juve, segnali incoraggianti ma ora serve continuità. Ad Alajbegovic va dato tempo"TuttoJuve.com
Oggi alle 20:30Altre notizie
di Daniele Petroselli
Il giornalista: "Spalletti ha una grande esperienza, forse a mio avviso ci sta mettendo qualcosa in più ma bisogna dare continuità"

Il giornalista Massimo Caputi è intervenuto a Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera, per parlare della formazione allenata da Luciano Spalletti: "Da una parte il tecnico sta cercando le soluzioni migliori, dall'altra si deve fare di necessità virtù, visto anche i problemi economici e gli infortuni. Spalletti ha una grande esperienza, forse a mio avviso ci sta mettendo qualcosa in più ma sono convinto che già dalle ultime due partite si è visto qualcosa di incoraggiante. Ma bisogna dare continuità, ed è fondamentale se si vuole arrivare tra le prime quattro".

E sui colpi di mercato ha fatto un punto della situazione in merito al loro rendimento finora: "I giocatori nuovi, a parte il portiere Vicario e Celik, perché Kolo Muani è stato già conosciuto. Punto su questo, cioè sulla capacità di inventarsi qualcosa. Kolo Muani non sarà mai il classico centravanti, ma lui gioca in profondità. E poi Nico Gonzalez può essere d'aiuto alla manovra offensiva. Un nuovo relativo, se funziona bene, è Douglas Luiz. Certo è che con Locatelli hanno lo stesso passo, quindi servirebbe al suo fianco qualcosa di diverso, come Sarr".

Poi su un giovane talento, Caputi ha ammesso: "Alajbegovic? Ha bisogno di avere tempo e di poter sbagliare. Noi facciamo fatica in generale in Italia, soprattutto se giochi in un grande club. Se gli diamo modo di sbagliare e imparare, secondo me è un giocatore che ha le potenzialità per essere un giocatore importante della Juve". Mentre sulla società: "Non so dare un giudizio ora a Carnevali e Massara, ma hanno fatto il massimo che era nelle loro possibilità. E' difficile non solo comprare ma soprattutto vendere. Oggi è chiaro che a certe cifre ci sono poche squadre che possono comprare, ed è un problema. Forse ora le spese in Italia vanno ponderate, non solo in termini di cartellino ma anche di ingaggio".