Como, Fabregas: "La Champions? Non sapevo gli altri risultati, volevo solo godermi il momento"

Como, Fabregas: "La Champions? Non sapevo gli altri risultati, volevo solo godermi il momento"TuttoJuve.com
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di Alessandra Stefanelli
Fabregas racconta la stagione del Como: solitudine dell’allenatore, crescita della squadra, autocritica e momenti chiave tra campo e vita personale.

Cesc Fabregas ha raccontato a Sky Sport come ha vissuto la qualificazione e i momenti decisivi della stagione, sottolineando la scelta di isolarsi per concentrarsi sulla gara: “Ero da solo, non sapevo nulla dei risultati. Volevo stare tranquillo, non sentire gente parlare di palo o di gol”. L’allenatore del Como ha spiegato anche le dinamiche vissute in panchina durante le fasi finali: “Sentivo urla dalla panchina, ma io volevo solo godermi il momento da solo”.

“L’allenatore è solo in tanti momenti”

Fabregas ha poi riflettuto sul ruolo del tecnico, evidenziandone la complessità emotiva: “Essere allenatore significa essere solo in tanti momenti, prendere decisioni. Anche a casa pensi sempre al calcio”.

Il rapporto con squadra e stagione del Como

L’ex centrocampista ha ripercorso anche la crescita del Como, definendo la stagione “storica” e sottolineando il contributo del gruppo e dei singoli, con un focus speciale su Nico Paz e sui nuovi innesti che hanno alzato il livello della rosa.

Un percorso tra emozioni, errori e crescita

Fabregas ha raccontato anche episodi chiave come il gol di Baturina e l’esordio contro la Juventus, definito “un bagno di realtà”, oltre ad alcuni errori affrontati con autocritica: “Ho accettato l’errore con naturalezza, si può imparare e migliorare”.

Tra Como, tifosi e momenti speciali

Infine, spazio anche ai momenti personali più intensi, dall’incontro con il Papa fino al legame con la città: “Mi sono sentito nel posto giusto. Qui c’è cuore e grande passione per il calcio”.