Cherubini: “Caso plusvalenze ha lasciato una ferita umana profonda. Ho mantenuto un silenzio sacro per…”
Tre anni fa la Juventus è stata coinvolta nel caso legato alle plusvalenze che ha causato un vero e proprio terremoto nella dirigenza juventina. Andrea Agnelli e tutto il management si dimise. Tra i dirigenti coinvolti nel caso plusvalenze c’era anche Federico Cherubini, attuale amministratore delegato del Parma, che in un’intervista a Calcio e Finanza, ha parlato proprio di quella vicenda.
L’ex dirigente bianconero ha ricordato quanto quel periodo sia stato complicato non solo dal punto di vista professionale, ma anche sotto l’aspetto umano e personale. Il caso plusvalenze, infatti, ha avuto una risonanza enorme nel panorama calcistico italiano e ha inevitabilmente coinvolto dirigenti, famiglie e ambiente juventino in una lunga fase di tensione mediatica. Cherubini ha spiegato come il silenzio mantenuto negli ultimi anni sia stato dettato dal rispetto verso le istituzioni sportive, pur senza nascondere il forte peso emotivo lasciato da quella esperienza.
L’attuale amministratore delegato del Parma ha poi sottolineato come vicende di questo tipo lascino inevitabilmente segni profondi nelle persone coinvolte, soprattutto quando vengono vissute sotto la costante pressione dell’opinione pubblica e dei media. Parole che raccontano il lato più umano di una delle pagine più delicate della recente storia juventina.
Tra i dirigenti coinvolti nel caso plusvalenze c’era anche Federico Cherubini, attuale amministratore delegato del Parma, cha in un’intervista a Calcio & Finanza, ha parlato propri di quella vicenda: “È un tema su cui per tre anni io, come tante altre persone coinvolte, ho mantenuto un silenzio quasi sacro per rispetto delle istituzioni sportive, pur non condividendo naturalmente quanto accaduto in quel periodo. Quindi il silenzio rimane nel giudizio di quella vicenda dal punto di vista giuridico e tecnico. Dal punta di vista umano? Resta umanamente una ferita profonda in me e in tutte le persone che l’hanno vissuta e che va oltre gli aspetti professionali: quando le vicende hanno aspetti mediatici così violenti e così forti lasciano ferite nelle persone che le vivono, nelle famiglie. Questo mi fa riflettere anche quando guardo ciò che accade ad altre persone per motivi magari sempre legati al mondo dello sport o del calcio. Nel nostro caso è durato qualche anno, quindi è stata anche abbastanza pesante”.
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