Caso arbitri e inchiesta Milano: intercettazioni su Rocchi, Var e presunte pressioni nel calcio
Caso arbitri e inchiesta Milano: intercettazioni su Rocchi, Var e presunte pressioni nel calcio, ne parla il Giornale
L’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano continua ad alimentare polemiche e interrogativi. Al centro delle indagini ci sono presunte designazioni arbitrali pilotate e possibili pressioni esterne, con un filone che riguarda la gestione delle partite di Serie A e il rapporto tra dirigenti arbitrali e mondo dei club.
Intercettazioni Rocchi-Gervasoni: la frase che apre il caso
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, emerge una conversazione intercettata nell’aprile 2025 tra Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, entrambi coinvolti nell’inchiesta.
La frase chiave sarebbe:
“Loro non vogliono più vedere quell’arbitro”, con riferimento a presunte richieste legate alle designazioni arbitrali.
Il nodo centrale dell’indagine riguarda proprio l’identità di questo “loro”, un soggetto mai chiarito in modo definitivo dagli atti finora emersi.
Inchiesta su presunte pressioni sulle designazioni arbitrali
L’indagine della Procura di Milano ipotizza un possibile sistema di influenze sulle scelte degli arbitri e della sala VAR. Tra gli indagati figura Gianluca Rocchi, insieme ad altri soggetti del settore arbitrale, con l’accusa di frode sportiva.
Secondo le ricostruzioni investigative, alcune richieste avrebbero riguardato la preferenza o l’esclusione di specifici arbitri in determinate partite della stagione di Serie A.
Il ruolo del VAR e le ipotesi investigative
Nel dialogo intercettato, Rocchi si sfoga con Gervasoni, alludendo a pressioni ricevute per l’utilizzo o l’esclusione di alcuni arbitri, tra cui i nomi di Andrea Colombo e Daniele Doveri.
Tuttavia, uno degli elementi ancora non chiariti dagli inquirenti riguarda proprio l’identità dei soggetti indicati con il pronome “loro”, mai collegato con certezza a persone specifiche.
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