Calcagno (AIC): "Servono più italiani in campo. Minutaggio sotto il 30%"
Dopo la sconfitta dell’Italia in Bosnia, arriva la presa di posizione dell’Assocalciatori attraverso il presidente Umberto Calcagno, che invita a una riflessione profonda sul sistema.
“La delusione è enorme, ma è necessario avviare un’analisi seria e non più rinviabile che coinvolga tutta la filiera: non solo la Federazione, ma anche le Leghe e la politica”, ha dichiarato.
Il tema centrale resta quello dello scarso impiego dei calciatori italiani: “Da tempo segnaliamo criticità legate al mancato utilizzo degli italiani, anche a causa di norme come il decreto crescita, che ha favorito l’arrivo di giocatori stranieri con agevolazioni fiscali”.
Calcagno sottolinea però i limiti normativi: “Oggi, tra regolamenti statali ed europei, la federazione non può imporre provvedimenti per favorire direttamente l’utilizzo degli italiani in Serie A”.
Da qui la proposta avanzata al ministro Andrea Abodi: “Destinare una quota rilevante dei diritti televisivi al minutaggio dei giocatori italiani, oggi sceso sotto il 30%. È una misura che potrebbe incentivare i club senza creare contrapposizioni con la competitività internazionale”.
Infine, un passaggio sulla gara: “Va riconosciuto l’impegno dei giocatori e il lavoro di Gennaro Gattuso, che ha costruito un gruppo valido. Alcune decisioni arbitrali discutibili hanno inciso, ma ora serve reagire con serietà e trovare soluzioni concrete per rilanciare il calcio italiano”.
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