Borriello scuote la Juve: “Serve Osimhen, Woltemade un lungagnone prevedibile”

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di Fabio Moretti
Juventus, Borriello scuote i bianconeri: «Serve un grande nove come Osimhen». E su Agnelli, Woltemade e Kolo Muani non ha dubbi

Marco Borriello torna a parlare della Juventus e lo fa con un'analisi che tocca alcuni dei problemi più discussi dell'attuale squadra bianconera. L'ex attaccante, protagonista con il Genoa di Gian Piero Gasperini e campione d'Italia con la Juventus di Antonio Conte nel 2012, ha affrontato diversi argomenti alla vigilia della sfida di Marassi: dalla necessità di acquistare un centravanti di livello internazionale al rendimento di Kolo Muani e Woltemade, fino alla mancanza di una figura come Andrea Agnelli.

Nell'intervista a Gazzetta, Borriello ha espresso fiducia nelle qualità di Luciano Spalletti, ma ha anche sottolineato come i problemi della Juventus vadano oltre la semplice scelta dell'allenatore.

Borriello: alla Juventus serve un centravanti come Osimhen

Il tema principale riguarda l'attacco.Secondo Borriello, la Juventus dovrebbe tornare a investire su un centravanti di assoluto livello, capace di garantire gol e personalità nelle partite più importanti.«Mi piacerebbe un grande nove, anche di nome: un colpo alla Higuain. Dei migliori 8 centravanti del mondo, uno lo deve avere la Juve. Il Milan ha quello del Portogallo (Ramos), l’Inter quello dell’Argentina (Lautaro). E la Juventus?».

Tra i giocatori che potrebbero rispondere a questo identikit, Borriello indica Victor Osimhen.«Magari: è forte, conosce la Serie A e Spalletti. Ma al di là di Osimhen, serve un top». Il centravanti nigeriano, oggi al Galatasaray, rappresenterebbe un investimento importante, ma anche un profilo capace di modificare il peso offensivo della squadra.

Kolo Muani, Borriello è convinto: con Gasperini segnerebbe 20 gol

Borriello non considera Kolo Muani un attaccante privo di qualità.

Al contrario, ritiene che il francese abbia caratteristiche interessanti, ma che il suo rendimento dipenda anche dal sistema di gioco nel quale viene utilizzato. «Kolo non sta segnando molto, ma ha qualità ed è imprevedibile. Con Gasperini farebbe almeno 20 gol. Con Gasp hai un sacco di occasioni: se sei sveglio, fai gol. Non vedete Malen?».

Woltemade, il giudizio è severo: «Un lungagnone tecnico, ma pure prevedibile»

Più critico il giudizio di Borriello su Nick Woltemade. Il centravanti tedesco sta guadagnando spazio nelle scelte di Luciano Spalletti, ma l'ex attaccante non appare particolarmente convinto della sua compatibilità con Kolo Muani.

Alla domanda sulla coppia offensiva bianconera, Borriello risponde: «Non tanto, entrambi non amano l’area. Kolo sarebbe perfetto con Milik, che non fosse infortunato sarebbe il miglior nove bianconero. Woltemade? Un lungagnone tecnico, ma pure prevedibile».

Juventus, Borriello rimpiange Andrea Agnelli

Le considerazioni dell'ex centravanti non si limitano al campo.

Borriello ritiene che la Juventus abbia perso qualcosa anche sul piano dell'identità e della presenza dirigenziale. «Un presidente come Andrea Agnelli. Da fuori si percepisce la mancanza del calore di Andrea, un dirigente sempre presente».

L'ex attaccante sottolinea comunque il contributo economico della proprietà e riconosce gli investimenti sostenuti da John Elkann.

Il problema, a suo giudizio, riguarda soprattutto la capacità di creare un ambiente nel quale tutte le componenti del club lavorino nella stessa direzione.

Borriello ricorda la Juventus dello scudetto 2012, quando Antonio Conte, la dirigenza, i giocatori e i tifosi avevano costruito un legame particolarmente forte.

Un equilibrio che considera fondamentale per ottenere risultati importanti.

Spalletti non è il problema: «Conte da solo non basterebbe»

Borriello esclude che la soluzione alle difficoltà della Juventus possa essere semplicemente un cambio di allenatore.

Pur conservando un rapporto di grande stima con Antonio Conte, ritiene che Luciano Spalletti abbia le qualità necessarie per guidare la squadra.

«Sono un grande estimatore di Antonio, è un vincente e ho provato sulla mia pelle la sua forza: trasmette una mentalità pazzesca ai giocatori. Però non credo che Spalletti sia il problema della Juve e quindi non penso che basterebbe Conte per riportare il club a primeggiare. Luciano e Antonio sono diversi, ma a livello tecnico-tattico sono entrambi fenomenali».

Il caso Kessie e le parole di Bremer: i segnali che preoccupano Borriello

Tra gli episodi citati dall'ex attaccante ci sono anche alcune situazioni che, a suo giudizio, dimostrerebbero come la Juventus abbia perso parte del proprio prestigio. «Ai tempi della mia Juve, Bremer non avrebbe parlato in quel modo dopo la Lazio: con Agnelli e Marotta non si sarebbe permesso di criticare i compagni. Ma anche il fatto che Kessie abbia scelto l’Atalanta e non la Juve è preoccupante».