Borghi: “Mi lasciava perplesso che la Juventus potesse prendere Suzuki in prestito perché…”

Borghi: “Mi lasciava perplesso che la Juventus potesse prendere Suzuki in prestito perché…”TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis
Sfuma Suzuki per la Juve: l'analisi di Borghi sulla mancanza di visione dei bianconeri e il punto sulla porta di Spalletti tra Di Gregorio e Vicario

La Juventus non ha ancora risolto la questione legata al portiere, un nodo di mercato che continua a far discutere tifosi e addetti ai lavori a pochissimi giorni dall'inizio della stagione. La dirigenza bianconera, con Carnevali e Massara, ha di fatto deciso di non portare avanti l'idea di prendere Suzuki in prestito dal PSG, frenando un'operazione che avrebbe sollevato non pochi dubbi sulla strategia del club. Adesso, però, bisognerà cercare in fretta un nuovo profilo da regalare a Luciano Spalletti, considerando che la preparazione entra nel vivo e la casella del titolare merita chiarezza assoluta.

Il mercato estivo sta regalando diversi colpi di scena, ma la gestione dell'estremo difensore resta senza dubbio una delle vicende più intricate dell'intero panorama nazionale. Restare senza una gerarchia definita a questo punto dell'estate rischia infatti di compromettere l'intesa difensiva fin dalle prime uscite ufficiali.

L'analisi di Borghi e il nodo della visione strategica

Di questo argomento ha parlato Stefano Borghi, intervenuto a Sky Sport: "A me quello che lasciava molto perplesso era l'idea di Juventus come club di sviluppo del Paris Saint-Germain. In questo senso che veramente si fa fatica a dirlo. Il tema portiere è stato il primo tema che si è sollevato riguardo al mercato della Juventus. Arriviamo a una settimana, 10 giorni dall'inizio del campionato e la prospettiva sembrava essere quella di un giocatore che dal Parma va al Paris Saint-Germain e viene prestato per un anno vuol dire che la Juventus non ha un'operazione a lungo termine, non ha una visione. È stato anche uno dei motivi per cui magari non si è chiuso, spero perché abbiamo un'idea di Juventus molto diversa."

Rinunciare a un progetto pluriennale per fare da semplice ponte a un altro top club europeo avrebbe infatti sminuito l'appeal della società, da sempre abituata a programmare il futuro sulle proprie forze. La scelta di fare un passo indietro sul talento giapponese sembra dunque dettata sia da motivi d'immagine che dalla necessità di valutare profili capaci di offrire garanzie immediate e di proprietà.

Le alternative tra i pali: il confronto tecnico per la porta

"Oltretutto se vogliamo anche andare sui valori tecnici Suzuki per me è un portiere con prospettive molto molto interessanti, ma che deve colmare dei margini di crescita in questo momento Suzuki non ti dà delle garanzie molto più ferre rispetto a Di Gregorio, a Perin mentre sul piano tecnico su Vicario, c'est un po' da capire perché al Tottenham sia passato da punto di forza assoluto a giocatore messi ai margini. Però Vicario qualche garanzia in più sulla continuità per me la può dare e poi sarebbe un portiere preso dalla Juventus per dire facciamo un percorso su Vicario", ha detto Borghi. 

Le parole del giornalista mettono in luce la reale esigenza della squadra: trovare una certezza assoluta tra i pali. Con le opzioni attuali da valutare attentamente e la pista Vicario che potrebbe riaccendersi negli ultimi giorni di trattative, la Juventus si trova davanti a un bivio fondamentale per orientare l'intera stagione.