Caso Banda, il presidente del Lecce: "Inizierà la stagione in Libia, ma ci rivolgeremo al tribunale della FIFA"
È passato un mese dalla sparizione di Lameck Banda, centrocampista del Lecce che il 13 luglio scorso non si presentò al raduno del club e fece perdere le proprie tracce anche ai suoi agenti, salvo poi ricomparire in alcuni video che lo riprendevano mentre si allenava in Libia. Dietro questa storia dai contorni poco chiari, ci sarebbe una macchinazione orchestrata dal club libico che ora vuole tesserare il giocatore, l'Al Swehli.
Il presidente del Lecce espone i fatti
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani ha raccontato come sono andate le cose e quali sviluppi si aspetta adesso dalla vicenda: "Come prevedibile la FIGC ha respinto la richiesta di trasferimento del giocatore da parte del club libico, Banda ha un contratto che lo lega al Lecce fino a giugno 2027, per cui la federazione ha soltanto certificato, se ce ne fosse bisogno, che non è svincolato. Questo però non fermerà l'Al Swehli, che si rivolgerà probabilmente alla FIFA, chiederanno il via libera per tesserare Lameck e in seguito al famoso caso-Lassana Diarra, purtroppo la FIFA concederà il 'trasfert provvisorio' in via automatica". Paradossalmente il club libico centrerà il risultato voluto, ma non per molto, negli auspici di Sticchi Damiani: "Sì, è probabile che Banda inizi abusivamente la stagione giocando con l’Al Swehli. La stessa FIFA però, mette a disposizione delle parti un apposito tribunale, al quale il Lecce si rivolgerà per aprire un contenzioso. Il nostro obiettivo è far sì che il tribunale quantifichi correttamente il risarcimento del danno per la rottura unilaterale del contratto senza giusta causa, che il calciatore sia squalificato e la società esclusa dalle negoziazioni del calciomercato. Spero però che questa non sia solo la battaglia del Lecce, ma di tutti i club che rispettano le regole".
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