Beccantini: "Douglas Luiz accende la regia, ma per il resto nulla di nuovo. Woltemade e Kolo Muani, due punte interrogative"

Beccantini: "Douglas Luiz accende la regia, ma per il resto nulla di nuovo. Woltemade e Kolo Muani, due punte interrogative"TuttoJuve.com
© foto di Lorenzo Marucci
Ieri alle 22:20Altre notizie
di Fabio Moretti
Roberto Beccantini analizza Lecce-Juventus 0-2: Douglas Luiz decisivo, attacco ancora in difficoltà e secondo tempo deludente. Le critiche ai singoli bianconeri.

La Juventus torna alla vittoria superando il Lecce per 2-0, ma la prestazione dei bianconeri non convince pienamente Roberto Beccantini. Il giornalista, attraverso il proprio sito internet, ha analizzato il successo della squadra di Luciano Spalletti, soffermandosi sulle difficoltà offensive, sul rendimento dei singoli e sull'importanza delle giocate di Douglas Luiz.

Beccantini ha sottolineato come il risultato rappresenti una boccata d'ossigeno dopo la pesante sconfitta contro la Lazio, l'impegno europeo con il Rennes e i numerosi problemi di formazione. Il giudizio sul gioco espresso dalla Juventus, tuttavia, rimane critico.

Di seguito il suo commento integrale:

"In questi casi, dopo aver patteggiato con la storia, non resta che incartare la cronaca del risultato: Lecce 0 Juventus 2. Le tre pere della Lazio; le energie dedicate al Rennes, giovedì sera; la marea di infortuni a libro paga: sulla pelata di «Luscianone» volteggiavano uno sciame di avvoltoi e un set affilato di spade di Damocle. Gli sono vicino.

E’ andata. Ci si aggrappa, soprattutto, al fiammifero di regia acceso da Douglas Luiz: sua la punizione che ha smarcato McKennie per il gol rompi-ghiaccio; suo il tiro, dal limite, che ha trafitto Falcone, uno che contro Madama sfodera sempre il meglio della carriera. Per il resto, nulla di nuovo. Né, con i piedi a disposizione, sarebbe stato lecito immaginarlo.

Primo tempo, dignitoso, a cassetta; secondo a rimorchio, grigio e bigio. Fin troppo. Reduce dal 3-0 di Udine, al Lecce mancava la mediana. Di Francesco ha cercato di rianimare la squadra con i cambi (Siebert, Monteiro): la reazione c’è stata, non però lo strappo ritmico che, probabilmente, avrebbe messo in crisi gli avversari. Pochi tiri, poche occasioni. Una di Maleh, smorzata da Gatti. La Vecchia? Non è facile giocare con due «punte interrogative»: Woltemade, a fare sponde (per chi, lo sa il Signore); Kolo Muani, a correre dietro a sé stesso. Temo che la percezione delle complicanze offensive finisca per ripercuotersi anche sugli altri reparti, creando uno stato ansiogeno di non semplice gestione: e soluzione.

Pescando tra le pagine del taccuino: Vicario, un disastro con gli alluci; Cambiaso, il solito polverone (da Cabal, viceversa, piccoli segni di vita); Koop, barocco ambulante. Le cadenze piatte si sono rivelate, paradossalmente, una risorsa. Hanno permesso a Bremer, Kalulu e c. di rimanere compatti sotto coperta, limitando i rischi. Ma il calendario incalza. E l’autunno è caldo".