Az, il metodo moneyball

Az, il metodo moneyballTuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
AZ Alkmaar, il segreto dei talenti: dal metodo Moneyball ai test cognitivi, un modello che può insegnare molto alla Juventus

L'AZ Alkmaar non è soltanto l'avversario della Juventus in Europa League, ma rappresenta anche uno degli esempi più interessanti di come una società possa competere ad alti livelli attraverso programmazione, innovazione e valorizzazione dei giovani.Il club olandese ha costruito negli anni un sistema di formazione particolarmente avanzato, nel quale l'utilizzo dei dati si accompagna a metodologie di allenamento differenti rispetto a quelle tradizionali.Dai test cognitivi all'età biologica, fino all'influenza del metodo Moneyball, l'AZ ha sviluppato un modello capace di produrre talenti e generare importanti ricavi sul mercato.

Un sistema che merita attenzione anche da parte dei grandi club europei, Juventus compresa, come riporta Gazzetta,

AZ Alkmaar, l'influenza di Billy Beane e del metodo Moneyball

Uno degli aspetti più particolari del progetto olandese riguarda il rapporto con Billy Beane, il dirigente americano diventato famoso per aver rivoluzionato il baseball attraverso l'analisi statistica.La sua esperienza con gli Oakland Athletics ha ispirato il film Moneyball, nel quale il personaggio di Beane è interpretato da Brad Pitt.L'ingresso di Beane nel mondo dell'AZ Alkmaar è stato favorito da Robert Eenhoorn, ex giocatore di baseball e dirigente del club olandese dal 2014 al 2024.Beane ha avuto in passato anche una partecipazione societaria del 5%, contribuendo come consulente allo sviluppo di un approccio basato sull'individuazione di opportunità poco valorizzate dal mercato.L'obiettivo è semplice: riconoscere il potenziale dei calciatori prima che il loro valore economico raggiunga livelli elevati.

Niente tattica fino a 16 anni: la scelta sorprendente dell'AZ

Un altro elemento distintivo riguarda il percorso di formazione tecnica.Nelle categorie giovanili fino all'Under 16, l'AZ limita l'insegnamento di schemi tattici rigidi per favorire lo sviluppo della creatività e dell'autonomia decisionale.L'obiettivo non è quello di crescere giocatori capaci soltanto di eseguire indicazioni, ma calciatori in grado di trovare soluzioni anche nelle situazioni impreviste.Per questo vengono utilizzati esercizi particolari.Alcuni ragazzi si allenano con un occhio bendato per migliorare attenzione e percezione degli spazi.

In altre esercitazioni, i difensori devono tenere palline da tennis nelle mani, così da evitare di affidarsi alle trattenute degli avversari.

Non mancano sedute su superfici differenti, dalla sabbia all'asfalto, per sviluppare capacità di adattamento.

Metodi che puntano a formare calciatori più completi, indipendenti e preparati a reagire alle difficoltà.

Da Reijnders ai fratelli Koopmeiners: i risultati del vivaio

Il lavoro dell'AZ Alkmaar ha prodotto risultati importanti.Tra i giocatori valorizzati dal club figurano Tijjani Reijnders, Sam Beukema e i fratelli Teun e Peer Koopmeiners.Il modello olandese ha permesso anche di individuare calciatori che non avevano trovato spazio in altri settori giovanili.È il caso di Milos Kerkez, passato in precedenza dal Milan, e di Jens Odgaard, cresciuto anche nell'Inter.L'AZ ha saputo offrire loro un ambiente favorevole alla crescita, trasformandoli in risorse tecniche ed economiche.Il limite di questo sistema è rappresentato dalla necessità di cedere periodicamente i giocatori migliori.

Il club non dispone infatti delle risorse finanziarie delle grandi società europee e deve utilizzare il mercato per alimentare il proprio progetto.