Alajbegovic, talento al potere: con Yildiz può nascere una coppia speciale
Pronunciarne correttamente il nome richiede un minimo di attenzione, marcarlo molto di più. Kerim Alajbegovic è uno dei talenti più interessanti arrivati in Serie A durante il mercato estivo e la Juventus ha deciso di investire oltre 30 milioni di euro per anticipare una concorrenza internazionale particolarmente numerosa.
Il bosniaco, classe 2007, può partire da esterno, agire da trequartista oppure avvicinarsi alla zona centrale per partecipare alla costruzione. Possiede tecnica, creatività e una personalità già sorprendente per l’età.
Il calcio italiano lo aveva osservato da vicino durante la partita giocata dalla Bosnia contro gli azzurri a Zenica. In quella serata Alajbegovic aveva messo in difficoltà la difesa attraverso accelerazioni, cambi di direzione e una costante capacità di ricevere tra le linee.
Adesso Luciano Spalletti deve trovare il modo di inserirlo nella Juventus senza limitarne l’istinto. La domanda più affascinante riguarda la possibile convivenza con Kenan Yildiz: due calciatori che vedono il gioco in anticipo, amano il pallone e possono parlare lo stesso linguaggio tecnico.
La Juventus ha vinto un’asta internazionale
L’investimento bianconero è stato considerevole. Spendere più di 30 milioni per un giocatore nato nel 2007 significa acquistare soprattutto il potenziale, assumendosi il rischio legato a una crescita ancora da completare come riporta Gazzetta.
La Juventus non era l’unica società interessata. Alajbegovic era seguito da diversi club europei, attratti dalle prestazioni offerte con il Bayer Leverkusen e dalla precocità mostrata con la nazionale bosniaca.
Il ragazzo ha già accumulato esperienza internazionale e non sembra intimorito dai grandi palcoscenici. Proprio questo elemento avrebbe convinto la dirigenza a compiere uno sforzo superiore rispetto alle previsioni iniziali.
La cifra crea inevitabilmente aspettative. Alajbegovic non può essere trattato come una semplice scommessa da lasciare per mesi in panchina, ma non deve nemmeno essere caricato dell’obbligo di risolvere immediatamente tutti i problemi offensivi.
Spalletti avrà il compito di proteggerlo senza rallentarne l’evoluzione. Dovrà concedergli minuti, accettare gli errori e costruire intorno alle sue qualità un percorso tecnico coerente.
Esterno soltanto sulla distinta
Definire Alajbegovic un semplice esterno sarebbe riduttivo. Può cominciare l’azione vicino alla linea laterale, ma cerca naturalmente gli spazi interni.
Ama ricevere sul piede, orientare il controllo verso la porta e combinare con i compagni. Quando parte dalla fascia può accentrarsi per concludere, servire l’attaccante oppure aprire il corridoio alla sovrapposizione del terzino.
La sua posizione cambia continuamente. Può abbassarsi per partecipare al possesso, apparire sulla trequarti o inserirsi dentro l’area. Questa mobilità lo rende difficile da seguire attraverso una marcatura individuale.
Il difensore deve scegliere se accompagnarlo verso il centro, rischiando di lasciare libera la corsia, oppure consegnarlo a un centrocampista e perdere momentaneamente il riferimento. Alajbegovic sfrutta proprio questi dubbi per ricevere in vantaggio. Spalletti apprezza i calciatori capaci di interpretare più funzioni. Il bosniaco potrebbe essere utilizzato da ala in un 4-3-3, da trequartista nel 4-2-3-1 oppure alle spalle di due punte. La duttilità aumenta le possibilità di impiego, ma rende ancora più importante individuare un ruolo iniziale nel quale possa costruire certezze.
L’intesa possibile con Yildiz
Alajbegovic e Yildiz condividono il gusto per il gioco associativo. Entrambi amano ricevere tra le linee, combinare rapidamente e cercare soluzioni tecniche non convenzionali.
Il rischio teorico riguarda la sovrapposizione degli spazi. Yildiz tende a partire da sinistra per avvicinarsi al centro; anche il bosniaco cerca frequentemente la zona di rifinitura. Se i movimenti non venissero coordinati, i due potrebbero finire per occupare la stessa posizione.
Il potenziale beneficio è però molto superiore. Alternandosi, possono disorientare le marcature e offrire continuamente nuove linee di passaggio. Uno può abbassarsi mentre l’altro attacca la porta, oppure scambiarsi la fascia e la trequarti durante l’azione.
Yildiz è già abituato ad assumersi responsabilità nella Juventus. Alajbegovic può alleggerirne il carico creativo, evitando che tutte le azioni pericolose debbano necessariamente passare dal talento turco.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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