SOTTOBOSCO - Sentenza Juve-Napoli, comunque vada sarà un casino. Regolamento non cambiato, se venisse applicato azzurri ko e penalizzati. La politica non lasci solo il giudice Mastrandrea. Rugani, De Sciglio e Douglas "acconti" per grandi colpi?

12.10.2020 00:05 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - Sentenza Juve-Napoli, comunque vada sarà un casino. Regolamento non cambiato, se venisse applicato azzurri ko e penalizzati. La politica non lasci solo il giudice Mastrandrea. Rugani, De Sciglio e Douglas "acconti" per grandi colpi?

Potrei parlare solo di mercato. Visto che il calcio è la fabbrica dei sogni,  certe “equazioni“ diventano facili a supporto delle suggestioni. Per esempio che il prestito di Rugani al Rennes possa essere “un anticipo” per il talentuoso Camavinga. E che la stessa cosa possa essere ipotizzata con il Lione: De Sciglio in Francia come acconto per Aouar. Si può fantasticare che il ritorno di Costa al Bayern possa essere propedeutico all'arrivo a Torino di Alaba che ancora non ha rinnovato con il club tedesco. Si possono ipotizzare altri affari  con il Barcellona. Ricordare che Pogba tornerebbe volentieri sotto alla Mole. Fino a considerare di entrare nell'orto del Milan per strappare la gardenia Donnarumma. Fino a sperare che l'”amico“  Raiola possa, nel 2022 agevolare l'arrivo a Torino di quell'Haaland, sciaguratamente sottostimato da Maurizio Sarri e lasciato “andare” da Fabio Paratici.   

Potrei parlare delle ragazze di Rita Guarino che non stanno sbagliando un colpo. E che sono una splendida realtà.

Potrei continuare. Ma mercoledì  il giudice Mastrandrea, procuratore federale, dopo aver ponzato per una decina di giorni sul “supplemento di indagine“, sarà chiamato a decidere in merito al match mai giocato tra Juventus e Napoli. Comunque decida, provocherà un casino. La vicenda   ormai è debordata dall'alveo del calcio. Diventando “politica“ .

Se il Napoli verrà penalizzato (per mancata partecipazione) con un tre a zero e un punto di penalizzazione in classifica, il Procuratore applicherà alla lettera un regolamento che ancora non è stato cambiato. E il Napoli quasi certamente farà ricorso: prima alla giustizia sportiva e poi al Tar.  Se farà ripetere la gara, decurtando di un punto la stagione del Napoli, farà una cosa “all'italiana“. Se farà ripetere la gara, accettando le ragioni del Napoli “impedito“ da una Asl, calpesterà il regolamento e consegnerà il campionato alle Asl .   

Si spera che il supplemento sia servito a chiarire  se il Napoli l'input della Asl 2 di Napoli l'abbia ricevuto o l'abbia “sollecitato“. Se il Napoli (con due positivi) abbia violato il protocollo siglato da Governo e Federazione, creando la “bolla“ (che il protocollo prevedeva) solo “dopo“ aver ricevuto l'ordinanza della Asl .

Che si possa ipotizzare che l'accordo tra Governo e Federazione in relazione al protocollo (a mio parere fatto male e da modificare) sia solo un “accordo tra privati“ e quindi senza valore vincolante rispetto ad una Asl, appare lanuggine caprina. Dovesse il governo  rimangiarsi l'accordo, dovesse definirlo “privatistico“, farebbe una figura barbina.  

Strana cosa: la Juventus si è presentata in campo, come la Lega aveva imposto. Non lo avesse fatto  avrebbe perso per 3-0 e avrebbe avuto un punto di penalizzazione. Per aver fatto quello che doveva è finita sul banco degli imputati. La canea dei triccheballacche aumenta ogni giorno. Pessimo spot, per il calcio italiano, quello che sta andando in onda. 

La politica non lasci solo il giudice Mastrandrea. La politica consigli a certi personaggi di mettersi la mascherina. Non per prudenza: per decenza . Preferisco Maurizio Crozza che imita il governatore della Campania, piuttosto che l'autentico governatore che imita l'imitazione di Crozza. Ha tenuto toni sguaiati quel governatore. Ha citato, quel governatore (che, ha spiegato Antonio Polito sul “Corriere della Sera“, in gioventù dagli amici di partito veniva chiamato “Pol Pot“ ), Schopenhauer, impartendo lezioni di etica: gloria ed onore. Nei mesi della “serrata“ (che speriamo non venga nuovamente imposta) ho letto per la prima volta il “Don Juan“ di Byron. In un passaggio si afferma: “La differenza tra la gloria reale e quella fittizia sta nel sopravvivere nella storia piuttosto che in 'una'  storia“ . 

In questo caso: da una parte una vicenda centenaria, diventata leggenda. Dall'altra un marginale “episodio“, di meschina dialettica (Schopenhauer ha scritto “L'arte di insultare“), destinato a dissolversi nella polvere del tempo. 

Auguri al procuratore Mastrandrea, chiamato a camminare sui carboni ardenti. Al suo  posto  chiederei un ulteriore “supplemento“. Di sopravvivenza .