Ricordate quel giorno? JUVENTUS-SPAL

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
28.09.2019 10:30 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ricordate quel giorno? JUVENTUS-SPAL

23 settembre 1956 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS–SPAL 2-0
Juventus: Viola; Corradi e Garzena; Emoli, Nay e Montico; Hamrin, Colombo, Antoniotti, Donino e Stivanello. Allenatore: Puppo.
Spal: Bertocchi; Lucchi e Vinyei; Villa, Ferraro e Dal Pos; Dido, Di Giacomo, Sandell, Broccini e Novelli. Allenatore: Tabanelli.
Arbitro: Coppa di Mariano Comense.
Marcatori: Hamrin al 45’, Stivanello al 75’.


“IL CAMPIONE”, 24 SETTEMBRE 1956

Fra Juventus e Spal si è avuto un risultato di quelli che di solito non si discutono, due reti a favore dei bianconeri e nessuna a favore della Spal; i goal sono stati suddivisi uno per tempo, quasi a testimoniare l’assoluta sicurezza e legittimità del successo. In effetti, pur se tirando i conti la vittoria dei padroni di casa non fa una grinza, lo scarto è superiore al giusto; la Spal, squadretta gagliarda e veloce, ancora una volta ha mostrato quanto possano valere la spigliatezza di gioco, la rapidità di manovra, il fiato, la decisione. Ai ferraresi bastano pochi passaggi per giungere sotto la rete avversaria; i guai, piuttosto, cominciano quando si tratta di trarre profitto della massa di lavoro effettuato, quando si tratta, cioè, di raggiungere il goal. Tirano, gli attaccanti ferraresi, ma sbagliano; non capiterà loro sempre di trovarsi di fronte una difesa potente come quella juventina, e allora per i rivali dei biancoazzurri saranno seri pasticci. E lasciate che Sandell, ex centravanti della Nazionale svedese, si ambienti un po’ di più al campionato italiano: il ragazzo del Nord è robusto, tetragono agli urti, intelligente, sa funzionare da regista che è un piacere a vederlo. Un acquisto indovinato, che sarà utilissimo.

Per la Juventus, perplessità di giudizio. La retroguardia è molto forte, Viola, Corradi e Garzena e Nay sono già in forma e costituiscono un baluardo difficile da superare; dei due laterali, Montico si fa preferire a Emoli, un po’ sfuocato; l’attacco per ora… si chiama Hamrin. Lo svedese ha segnato un goal, l’altro (opera di Stivanello) è Io stesso suo merito. Hamrin ha tanta classe da poter giostrare a suo piacimento in qualsiasi partita. Donino, la rivelazione della gara di Roma contro la Lazio, aveva il compito preciso di giocare all’insegna della prudenza (e vi si è attenuto alla perfezione…), Antoniotti, contro i difensori spallini è scomparso, Colombo ha tenuto il piccolo trotto, Stivanello sentiva forse il primo contatto con il suo nuovo pubblico. Nel complesso, però, c’è l’impressione che l’impianto di gioco ci sia, che esitano solide e reali possibilità di miglioramento. La Juventus, continuando il piano d’azione dello scorso anno, basato in particolare sull’imperativo di non prendere goal (la sua rete è inviolata dopo due gare) ora ha anche notevoli chanches in prima linea. Se Hamrin terrà l’attuale livello dì rendimento, gli esordi stagionali di Boniperti e di Conti dovrebbero registrare alla perfezione la squadra. Sarà bene ricordare che la partita di domenica non era semplice contro una Spal viva ed effervescente, che vantava nei suoi ranghi un certo Sandell a cui è facile predire un notevole avvenire. Eppure la Juventus è riuscita a mettere la briglia all’offensiva ferrarese, è riuscita a fare breccia in una retroguardia delle più solide. Si dirà: «Ma, se non c’era Hamrin…». Si può rispondere con tutta semplicità che Hamrin c’era.