Juventus, il vero problema è la discontinuità: troppe prestazioni altalenanti
Juventus, il vero problema è la discontinuità: troppe prestazioni altalenanti
Il problema principale di questa Juventus ha un nome ben preciso: discontinuità. È una criticità evidente, diffusa all’interno della rosa, e difficilmente compatibile con il livello e le ambizioni di un club come quello bianconero.
In una grande squadra è normale attraversare qualche momento di flessione. Giocare cinque o sei partite di alto livello e poi steccarne una può essere comprensibile. Ma il copione che si ripete alla Juventus è diverso e molto più preoccupante: una partita buona seguita da una negativa, senza continuità di rendimento.
Prestazioni a intermittenza: un limite strutturale
Quando questo schema si ripete sistematicamente, il problema non è episodico. Se un giocatore alterna una prestazione accettabile a una insufficiente, significa che il suo livello medio non è ancora da Juventus. Ed è proprio questo il nodo centrale: molti elementi dell’attuale rosa non garantiscono affidabilità costante.
Non si chiede ai singoli di decidere le partite da soli o di essere fenomeni assoluti. Alla Juventus non servono per forza dominatori tecnici, ma calciatori capaci di offrire prestazioni solide e continue, da sei o sei e mezzo ogni settimana.
Jonathan David simbolo della discontinuità bianconera
Le prestazioni di Jonathan David rappresentano l’esempio più chiaro di questo problema. L’attaccante aveva fatto bene contro il Lecce, nonostante il rigore sbagliato. Positiva anche la prova contro il Sassuolo. Poi, però, il crollo: prestazione negativa contro la Cremonese e gara disastrosa a Cagliari.
Un andamento troppo altalenante per chi dovrebbe essere un punto di riferimento offensivo.
Un problema che riguarda più giocatori
E Jonathan David non è un caso isolato. Lo stesso discorso vale per altri elementi della rosa, come Openda, capaci di alternare buone prove a partite completamente fuori ritmo. Una discontinuità che finisce per penalizzare l’intera squadra, soprattutto nei momenti chiave della stagione.
Alla Juventus serve affidabilità, non miracoli
Il punto non è pretendere voti da otto o nove ogni domenica. Alla Juventus basterebbe — e sarebbe già tanto — avere giocatori capaci di mantenere uno standard minimo accettabile, senza crolli improvvisi e senza prestazioni inspiegabilmente negative.
Ed è proprio questa continuità, oggi, a mancare. Un limite che rappresenta il vero ostacolo per la crescita della squadra e il principale problema da risolvere in casa bianconera se si vuole tornare davvero competitivi.
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