Juventus e il dilemma portiere: da Buffon a Di Gregorio, perché oggi ogni errore pesa di più

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di Massimo Pavan

Juventus e il dilemma portiere: da Buffon a Di Gregorio, perché oggi ogni errore pesa di più

Il tema del portiere in casa Juventus è da sempre centrale. La storia bianconera è stata costruita anche grazie a numeri uno straordinari, autentici pilastri capaci di trasmettere sicurezza a tutta la squadra.

Basta pensare ai grandi nomi che hanno difeso la porta della Juventus: Dino Zoff, Stefano Tacconi, Angelo Peruzzi e Gianluigi Buffon. Quattro simboli della scuola italiana dei portieri, autentici “moschettieri” che hanno garantito per anni solidità e leadership tra i pali.

Non solo leggende: anche grandi portieri criticati

Accanto a queste icone, però, nella storia bianconera si sono alternati anche portieri che non hanno raggiunto lo stesso livello e che, inevitabilmente, hanno commesso errori.

Un caso emblematico è quello di Edwin van der Sar, arrivato alla Juventus con grandi aspettative ma spesso criticato durante la sua esperienza a Torino. L’olandese è rimasto nella memoria dei tifosi soprattutto per alcune prestazioni negative, come nella famosa sfida contro la Roma che pesò nella corsa allo scudetto.

Eppure, in quegli anni le critiche erano spesso meno feroci rispetto a oggi. Il motivo è semplice: la Juventus di allora era molto più forte, capace di compensare eventuali errori individuali con la qualità complessiva della squadra.

Gli errori di Szczęsny e la forza della squadra

Anche Wojciech Szczęsny nel corso della sua carriera bianconera ha attraversato momenti complicati. Alcuni episodi sono rimasti impressi, come la partita contro l’Udinese o quella contro il Sassuolo , senza dimenticare la gara europea contro il Benfica.

Eppure il portiere polacco è sempre stato considerato una sicurezza, anche perché la squadra riusciva spesso a compensare gli errori con gol e vittorie.

Oggi ogni episodio può cambiare la partita

La situazione attuale è diversa. La Juventus di oggi non ha la stessa superiorità di un tempo e spesso le partite sono molto più equilibrate. Di conseguenza, anche un singolo errore tra i pali può diventare decisivo. Non perché il livello dei portieri sia necessariamente più basso, ma perché il margine per rimediare si è ridotto drasticamente.

È in questo contesto che si inserisce il dibattito su Michele Di Gregorio, oggi chiamato a difendere la porta bianconera sotto una pressione enorme.

Il mercato e il sogno Donnarumma

Guardando al futuro, trovare un portiere ai livelli delle grandi leggende bianconere non è semplice. Il nome che viene spesso accostato alla Juventus è quello di Gianluigi Donnarumma, ma l’operazione appare impossibile. Ci sono altri nomi, ma investire 40 o 50 milioni di euro per un portiere molto forte ma non ancora considerato un fuoriclasse assoluto è una valutazione che il club dovrà ponderare con attenzione, vedi il nome di Carnesecchi. E passanso a Vicario, è così superiore a Di Gregorio, in Inghilterra le critiche nei suoi confronti sono pesanti.

La speranza bianconera

Per questo motivo la speranza in casa Juventus è chiara: che l’attuale guardiano della porta, sia Perin o Di Gregorio, possa ritrovare continuità e diventare quel valore aggiunto che per decenni ha caratterizzato la storia bianconera.

Perché alla Juventus, da sempre, la sicurezza tra i pali non è solo un ruolo: è una tradizione.

@pavanmassimo TASTIERA VELENOSA