Vendere prima del 30 giugno. Poi reinvestire, infine rivendere prima del
La mancata qualificazione Champions è come un sasso gettato in uno stagno. Certamente ha il buco nell'acqua, ma il laghetto magari era già agitato da quello che era successo precedentemente, magari da un altro sassolino. In soldoni: la Juventus prima del 30 giugno dovrà cedere un giocatore importante per fare cassa ed evitare un nuovo - ennesimo - bagno di sangue economico per Exor. Altrimenti ci sarà il solito e quasi inevitabile, negli ultimi anni, aumento di capitale. O comunque l'inserimento di nuovi milioni per tamponare le perdite. Quindi bisogna vendere prima del 30 giugno per chiudere questa stagione.
Poi ci sarà la prossima. Che parte da un -70, quindi sarebbe il caso di vendere quasi subito. Per poi comprare (possibilmente bene) e ritornare in un circolo virtuoso dalla stagione 2027-28. Il problema è che a giugno del prossimo anno ci sarà quasi sicuramente la necessità di rivendere, prima, per poi provare a migliorare la squadra.
Insomma, gli effetti a brevissimo termine sono quelli della scorsa stagione. Con acquisti insensati come Openda, oltre che costosi. Poi però, dal primo luglio, inizieranno quelli a medio-lungo termine, con la speranza che duri solamente dodici mesi. Con la Champions, da Ronaldo in poi, la Juventus ha perso quasi un miliardo di euro. Qualcuno lo perderà anche nel prossimo futuro, ma non sempre chi spende di più riesce ad avere la squadra migliore.
Direttore: Claudio Zuliani
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