PROVE DI VERIFICA

PROVE DI VERIFICATuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 10 settembre 2017, 17:00Primo piano
di Caterina Baffoni

In una gara come quella di ieri, non c'è mai stata storia. Madama, vestita con un abito da sera stile 4-3-3 sì, è vero, ha un pò trotterellato e corricchiato, ha lasciato fare semplicemente alla partita il suo corso naturale, correndo nient'altro che qualche raro rischio e cedendo talvolta il pallino del gioco all'avversario ma non perdendo mai quello del risultato e della sua gestione. La superiorità bianconera ha avuto sempre la meglio, e a questi livelli si è rivelata schiacciante, quasi imbarazzante se pensiamo che mister Allegri abbia potuto rinunciare a 7-8 titolari senza scontarne troppo l'assenza e la squadra si è limitata ad aspettare che il tempo passi non troppo velocemente e che arrivi l'occasione per mettere al sicuro il risultato; autogol a parte, ecco materializzarsi dopo un'ora di gioco il fulcro della fantasia, l'estro e il talento, la qualità e il genio dell'invenzione, con quella dieci lì addossata sulle spalle che decide di dare un altro sapore alla partita: uno-due con Pjanic che da un'idea smarcante, a sua volta servito da Dybala, pesca Higuain in piena area bucando la rete. 

Un giocatore che quando fa il suo ingresso in campo, in partite come queste, è capace di non far spendere e nè scrivere a nessuna penna una parola sul suo conto, perché sarebbe semplicemente superflua. 
Sciorinando serpentine, invenzioni, dribbling e tocchi delicati, ha spazzato via in un batter d'occhio la noia che lo aveva preceduto, interrotta solamente da un destro da fuori di Pjanic nel primo tempo e dalla bravura di Sorrentino nel spizzare la palla sopra la traversa e da qualche velleitario quanto superficiale tentativo dei clivensi a tratti arrembanti a centrocampo ma del tutto innocui nel reparto offensivo. 
Partite di questo tipo segnano inevitabilmente il confine della superiorità roboante di una squadra che contro le medio-piccole sembra riprodursi come uno stampino: Madama le affronta con un tale senso di superiorità, per altro confortato dai fatti e dall'evidenza, che finisce per condizionare anche l'avversario, rintanato nella propria metà campo e concentrato a non subire troppi gol
E' stata la seconda vittoria schiacciante casalinga su due, dopo quella con il Cagliari, per 3-0, la terza nelle tre di campionato. 
Sono proprio queste le partite che servono ad Allegri per testare, confrontare e verificare cercando di capire come e chi schierare in vista di match importanti come quello di martedì in terra catalana. Test altisonante e importante contro chi non sa smettere di vincere grazie ai classici colpi di genio dell'altro dieci, quello blaugrana, ma utile per misurare la "febbre" della squadra e testarne i ritocchi necessari per il proseguo della stagione bianconera.
 Certamente Max può improntare molte ipotesi, tranne una che rimanere lì, ferma, cristallizzata e fissa nella sua totale certezza : rinunciare a Dybala nella sfida contro Messi & co.
La sfida del Camp Nou passerà essenzialmente dai loro tocchi, certo, ed è al quanto improbabile azzardare oggi forti paragoni, ma il fisico più o meno è simile, la fantasia e il genio sfrontato anche, la svolta della partita quando entrambi decidono di ribaltarne le sorti, e soprattutto quella loro timidezza a volte un pò goffa che in campo si trasforma in gioia ed essenza pura del calcio. Non a caso quando si vede giocare Dybala si pensa a Messi, non fosse per il motore inconfutabile della fantasia e per l'estasi che provoca il calcio libero di questi due straordinari fenomeni dalle simili movenze e dallo stesso linguaggio. 


Sicuramente c'è un filo di continuità genetica che passa per i piedi di Messi e termina in quelli di Dybala. L'uno è la continuazione dell'altro. E ad oggi, in entrambe le squadre, ruota tutto intorno a loro... ed è tutto fuorché negativo.