PIRLO A La Gazzetta: "Allegri non mi voleva, per la Juve ho pianto di gioia. Conte più bravo di Lippi e Ancelotti a livello tattico. Pronti per la Champions"

11.05.2012 08:30 di Redazione TuttoJuve   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
PIRLO  A La Gazzetta: "Allegri non mi voleva, per la Juve ho pianto di gioia. Conte più bravo di Lippi e Ancelotti a livello tattico. Pronti per la Champions"

Pochi giorni dopo la conquista dello Scudetto, Andrea Pirlo si confessa in una lunga intervista rilasciata a "La Gazzetta dello Sport. Ecco i passaggi principali:


"ALLEGRI NON MI VOLEVA PIU" - "Se mi sono sentito sottovalutato e scaricato dal Milan? Le cose sono andate così. Quando abbiamo parlato del mio contratto, mi hanno proposto il rinnovo per un anno. Io chiedevo un triennale perché ero più giovane degli altri giocatori in scadenza. Ma il vero motivo del mio trasferimento è stato un altro: Allegri voleva piazzare davanti alla difesa Ambrosini o Van Bommel e io avrei dovuto cambiare ruolo. Allora ho detto 'no, grazie' e ho scelto la Juve, che mi offriva motivazioni importanti. Ci tengo a dire che non è stata una questione economica. Il Milan ha deciso che non servivo più. L’ho capito subito durante quel colloquio. Nel mio ruolo Allegri preferiva altri giocatori. Infastidito dalla richiesta di prova tv pubblicata sul sito del Milan per una mia presunta gomitata a Van Bommel? Certo: ho giocato lì 10 anni, sanno che io non faccio certe cose. Qualcuno si sarà pentito di avermi lasciato andare? Non lo so. Ma durante la stagione molti miei ex compagni mi hanno detto che sentivano la mia mancanza. Io sono contento: ho vinto. Se è arrivato qualche sms di complimenti dal Milan? Sì, quasi tutti gli ex compagni mi hanno scritto. Berlusconi e Galliani? No".

"HO CAPITO SUBITO CHE AVREMMO POTUTO VINCERE" - "Quando ho capito che sarebbe stato possibile? Da subito: ho avvertito un’aria particolare. A giugno al matrimonio di Buffon alcuni suoi amici mi chiedevano se fossi pazzo per aver lasciato il Milan, risposi che quando mi sposto lo faccio per vincere. E dissi che avremmo conquistato lo scudetto. Adesso mi ringraziano perché andarono a scommettere sul nostro trionfo....  Se ho temuto di non farcela col Milan a +4? No, ero dispiaciuto perché pensavo di stravincere e invece ci saremmo dovuti accontentare di vincere». Lei conosce bene l’ambiente Milan: quali sensazioni aveva quando i dirigentie Allegri continuavano a parlare del gol di Muntari? «Era il segnale che ci temevano, avevano compreso la nostra forza. Non erano più convinti di vincere".

"CONTE GRANDISSIMO ALLENATORE. NE HO AVUTI TANTI, MA LUI..." - "Se ricordo le prime parole di Conte? Ero in Nazionale, lui aveva appena firmato. Mi chiamò per presentarsi e mi sorprese: dovevamo ancora fare le vacanze e lui era già carico. Fu una bella telefonata. È un grandissimo allenatore. Io ne ho avuti tanti, ma nessuno così meticoloso nel lavoro e bravo a spiegare le cose. Dal punto di vista tattico e didattico è perfino più bravo di Ancelotti e Lippi, che pure hanno tante qualità. Prepara benissimo le partite, studiamo i video degli avversari 3-4 volte alla settimana e quando scendiamo in campo è difficile che qualcosa ci sorprenda. Conte è un talento della panchina. Se ha un chiodo fisso? Vuole i centrocampisti stretti per evitare passaggi tra le linee. Se il 4-2-4 iniziale mi sembrava un azzardo? Per me non cambiava molto, comunque quel modulo mi divertiva. Poi Conte ha scelto altre strade: è segno di grandezza saper modificare le proprie idee. Il modulo con tre centrocampisti centrali è il più adatto alla squadra, ci ha reso più aggressivi. Conte parla molto con noi, si confronta".

"ECCO IL SEGRETO DEL SUCCESSO..." - "Qual è stato il segreto? Il lavoro e la voglia di raggiungere quest’obiettivo in silenzio. Se il lavoro conta più del talento? No, il talento viene prima e va coltivato con il lavoro. Se non ce l’hai puoi lavorare tutto il giorno ma non verrà fuori. Dove colloco questa Juve tra le squadre in cui ho giocato? E' tra le squadre più forti per mentalità, orgoglio e voglia di imporre il proprio gioco".


"PRONTI PER LA CHAMPIONS" - "Come se la sarebbe cavata questa Juve in Champions? Ce la saremmo giocata, proprio per il tipo di calcio che facciamo. Servirà qualche innesto, ma siamo pronti. Il martedì e il mercoledì ci restava l’amaro in bocca perché avremmo voluto confrontarci con le grandi d’Europa. Ormai ci siamo".

"TERZA STELLA? QUEGLI SCUDETTI VINTI SUL CAMPO" - "Cosa penso della terza stella della Juve? Non entro nel merito. Da avversario ho sempre pensato che la Juve avesse vinto quegli scudetti perché era molto forte. Furono campionati vinti sul campo".

"A TRIESTE HO PIANTO DI GIOIA" - "A Trieste ho pianto? Lacrime di gioia: la vittoria è stata bella e intensamente voluta. Ci tenevo molto. Mentre piangevo ho abbracciato Buffon: dall’estate scorsa parlavamo di questo scudetto".

"IMBATTIBILITA'? SENSAZIONE BELLISSIMA" - "Non esco dal campo sconfitto in campionato dal 18 dicembre del 2010? Una sensazione bellissima, teniamo molto a chiudere la stagione imbattuti e a proseguire l’anno prossimo. E vogliamo anche la Coppa Italia: il giorno prima è il mio compleanno, sarebbe il regalo più bello".

"EFFETTO JUVENTUS STADIUM" - "Juventus Stadium? Nelle notti di Champions con 80.000 spettatori San Siro è uno spettacolo. Ma per tifo, rimbombo ed effetto sonoro la nostra casa è molto simile: sono in 40.000 ma sembrano di più".

"TURNOVER? VOGLIO GIOCARE SEMPRE" - Se con la Champions mi rassegnerò a un po’ di turnover? Vedremo... Io voglio giocare sempre.... Se è vero che sento il doppio della forza nelle gambe? Difficile quantificare, ma di sicuro sto bene. Il nostro segreto è stata la preparazione atletica, non avevo mai lavorato così tanto in ritiro e anche durante la settimana".

"IO PIU' DECISIVO DI IBRA? ABBIAMO RUOLI DIVERSI" - "Buffon dice che sono più decisivo di Ibrahimovic? Grazie... Ma abbiamo ruoli diversi: lui fa gol, io li costruisco".

"UN ASSIST AD ALE? MI FAREBBE FELICE" - "Se domenica costruirò un gol per Del Piero? Mi farebbe felice. Ma poi non è detto che sia l’ultimo per Ale".

"I RIGORI CONTINUO A TIRARLI" - "Con i rigori che si fa? Continuo a tirarli, non c’è problema".

"OBIETTIVO MINIMO ALL'EUROPEO? SEMIFINALE" - "Qual è l’obiettivo minimo dell’Italia all’Europeo? La semifinale. Siamo forti e giochiamo per vincere. Il blocco Juve è una bella base da cui partire".