Parrotto (SassuoloNews): "Servirà saper soffrire, ma il Sassuolo non avrà paura di giocare. Carnevali? Riporterà la Juventus alla vittoria. Su Berardi e Bakola..."
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il direttore di SassuoloNews.net, Antonio Parrotto, per parlare approfonditamente della sfida di stasera al Mapei e non solo:
Juventus acciaccata: è il momento giusto per il Sassuolo?
La Juve arriva acciaccata al match del Mapei. Visti i tanti infortuni, è il momento migliore per affrontarla?
"Sicuramente è un buon momento per affrontarla, ma dire il migliore sarebbe pericoloso. La Juventus ha tante assenze, alcune molto pesanti, e soprattutto negli ultimi giorni ha perso Locatelli e Boga, però resta una squadra con una rosa importante e con alternative che il Sassuolo non può permettersi di sottovalutare. Credo piuttosto che sia il momento giusto perché il Sassuolo arriva a questa partita con una consapevolezza diversa. Ha fatto quattro punti nelle ultime due giornate, ma soprattutto ha giocato bene: a Bologna è andato due volte in vantaggio e ha avuto anche le occasioni per fare il 3-1. Il rimpianto per il pareggio al 91' deve trasformarsi in convinzione. Se c'è una Juventus da affrontare senza complessi d'inferiorità, probabilmente è questa".
L'impronta di Aquilani sul Sassuolo
Come è cambiato il Sassuolo con Aquilani e come cercherà di giocare il match?
"La differenza più evidente è che questo Sassuolo non ha paura di giocare. Aquilani, la cui impronta sulla squadra è già tangibile, sta cercando di costruire una squadra che non cambi identità a seconda dell'avversario. Lo abbiamo visto già con l'Atalanta, nonostante la sconfitta, poi contro il Torino e soprattutto a Bologna. Il Sassuolo prova a recuperare palla e giocarla, cerca di portare uomini nella metà campo avversaria e non rinuncia ad attaccare neppure quando è in vantaggio. Naturalmente contro la Juventus servirà anche saper soffrire, perché ci saranno momenti nei quali saranno i bianconeri a comandare. Ma non mi aspetto un Sassuolo con dieci uomini dietro la linea della palla ad aspettare per novanta minuti. Aquilani ha detto chiaramente che non gli interessa il possesso sterile: vuole una squadra capace di arrivare davanti attraverso il gioco. Penso che proverà a farlo anche domenica sera".
Il ritorno di Carnevali al Mapei
Ci sarà tanta curiosità fuori dal campo, con il ritorno di Giovanni Carnevali per la prima volta da avversario. Che accoglienza gli verrà riservata?
"Mi aspetto un'accoglienza molto positiva. Carnevali non è stato semplicemente un dirigente del Sassuolo: è stato uno degli uomini che hanno costruito il club che conosciamo oggi. Tredici anni non si cancellano con un cambio di società. Con la famiglia Squinzi ha costruito un modello che ha portato il club a consolidarsi in Serie A, arrivare in Europa, valorizzare giocatori e allenatori e dotarsi di strutture di altissimo livello. Poi il calcio è anche sentimento e magari qualche tifoso può non aver gradito l'addio perché, egoisticamente, pensava di vederlo sempre in neroverde, ma penso che prevarrà la gratitudine. Sarà strano vederlo arrivare al Mapei da avversario, questo sì".
A tuo parere, visto che lo conosci bene, Carnevali può essere la persona giusta per riportare la Juventus alla vittoria?
"Secondo me sì, soprattutto se la Juventus gli darà tempo e autonomia. Carnevali ha una qualità che spesso viene sottovalutata: sa costruire. Non è il dirigente che arriva, compra cinque nomi e pensa di aver risolto tutto. A Sassuolo ha lavorato sulla struttura, sulle persone, sui conti, sullo scouting, sugli allenatori e sulla crescita del club nel suo complesso, quando incontrò Squinzi presentò una visione su quello che sarebbe potuto diventare il Sassuolo negli anni e piacque molto al patron che gli diede le chiavi del club in mano. La Juventus ovviamente è un'altra dimensione, con pressioni completamente differenti, e lì non basta lavorare bene: vincere è l'unica cosa che conta. Però credo che abbia esperienza, relazioni e capacità manageriali e umane per ricostruire qualcosa di duraturo, del resto parliamo di un dirigente che ha più di quarant'anni di esperienza nel settore. La vera domanda è quanto tempo gli concederanno, perché a Torino il tempo è sempre molto meno di quello che servirebbe ma io credo che Carnevali sia il dirigente giusto per la Juve e che, per le risorse a disposizione, abbia condotto un ottimo mercato".
Berardi, ancora uno sgambetto alla Juve?
C'è Domenico Berardi che tenterà nuovamente lo sgambetto come già accaduto in passato. Si è mai pentito, per te, di non essere andato alla Juve?
"Io credo di no. Magari si sarà chiesto qualche volta come sarebbe stata la sua carriera prendendo quella strada, questo sarebbe umano, ma pentirsi è un'altra cosa. Berardi ha fatto una scelta particolare nel calcio moderno: è diventato il simbolo di una piccola-grande società invece di inseguire necessariamente una big. Avrebbe potuto giocare la Champions con continuità e probabilmente vincere più trofei, ma in cambio ha costruito qualcosa che pochissimi calciatori riescono ancora a costruire: un'identificazione totale con una maglia. Se pensi al Sassuolo pensi a Berardi e viceversa. E contro la Juventus, tra l'altro, ha spesso avuto motivazioni particolari. Adesso arriva da un rientro graduale: gol decisivo contro il Torino, poi l'ingresso anticipato a Bologna per l'infortunio di Volpato e una grande occasione fermata da Skorupski. Con Volpato fuori, la candidatura di Berardi per tornare titolare domenica è fortissima".
Bakola e il possibile asse Torino-Sassuolo
Osservato speciale sarà Bakola. Credi che la Juventus sarà tra le pretendenti della prossima sessione di calciomercato?
"L'interesse della Juventus per Bakola c'è stato e ci sarà, ma il Sassuolo durante il mercato è stato altrettanto chiaro: non voleva privarsene, specie a pochi giorni dalla chiusura delle trattative. Anche il ds Palmieri, che ha svolto un eccellente lavoro sul mercato estivo, ha spiegato che la società aveva una strategia precisa e voleva costruire una squadra competitiva, senza smontarla per accontentare Carnevali. Bakola è un 2007 e ha già mostrato personalità, tecnica e soprattutto una maturità sorprendente. Bisognerà vedere innanzitutto se riuscirà a recuperare dal problema muscolare per domenica ma ci sono buone speranze di averlo a disposizione. Quanto all'asse Torino-Sassuolo, penso sia quasi inevitabile che continui a esistere un dialogo, specie dopo l'affare Adzic. Carnevali conosce perfettamente i giocatori, il settore giovanile e il modo di lavorare del Sassuolo. Ma attenzione: proprio perché lo conoscono bene, a Sassuolo sanno anche quanto vale ciò che hanno in casa. Bakola ne è l'esempio: essere apprezzato dalla Juventus non significa automaticamente essere destinato alla Juventus, anche perché, credo, che presto arriveranno anche le sirene della Premier e Carnevali, se lo vorrà, dovrà provare a giocare d'anticipo".
Il pronostico di Sassuolo-Juventus
Infine un pronostico, secondo te come finirà?
"Dico 2-2. Vedo una partita più equilibrata di quanto suggerirebbero i nomi delle due squadre. La Juventus resta favorita per qualità complessiva, però arriva al Mapei con diverse assenze e il Sassuolo in questo momento gioca con coraggio. E poi c'è un dato: nelle prime tre giornate la squadra di Aquilani ha segnato cinque gol ma ne ha anche subiti cinque. Mi aspetto quindi una partita aperta, con occasioni da entrambe le parti. Se devo aggiungere una provocazione al pronostico: 2-2 con gol di Berardi".
Si ringrazia Antonio Parrotto per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

