Non c'è solo Augusto!

Non c'è solo Augusto!TuttoJuve.com
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Oggi alle 06:40Primo piano
di Massimo Pavan
L'emergenza aumenta l'importanza della Juventus Next Gen. Owusu è il primo nome per Spalletti, ma il vivaio può offrire altre soluzioni alla prima squadra.

Quando è nata la seconda squadra della Juventus qualcuno si domandava quale fosse la sua reale utilità, la risposta arriva soprattutto in momenti come questo. La Juventus è falcidiata dagli infortuni, il calendario comincia a riempirsi e Luciano Spalletti ha bisogno di giocatori che possano completare immediatamente la rosa senza ricorrere a soluzioni improvvisate sul mercato, allora la Next Gen diventa fondamentale.

Augusto Owusu è il primo nome

Ma non deve necessariamente essere l'unico, Owusu è già dentro,il classe 2005 è quello più vicino al salto definitivo. Spalletti lo conosce, lo ha osservato durante l'estate e lo aveva già portato in panchina contro il Milan. L'infortunio di Locatelli cambia ulteriormente la situazione, Owusu può giocare davanti alla difesa, ma anche da centrocampista dinamico capace di recuperare palloni e accompagnare l'azione,  se arriveranno venti minuti contro il Sassuolo, trenta contro il NEC o un'altra occasione nelle settimane successive, dovrà sfruttarli.

Pagnucco è già entrato nel radar

Un altro nome che Spalletti ha già avvicinato alla prima squadra è quello di Filippo Pagnucco, la convocazione contro il Milan non è stata casuale, in un momento nel quale le alternative diminuiscono, avere un giovane già abituato al mondo Juventus e capace di lavorare senza necessitare di lunghi periodi di ambientamento rappresenta un vantaggio, non significa trasformarlo improvvisamente in un titolare.

Attenzione anche agli altri giovani

L'emergenza deve spingere Spalletti e il suo staff a osservare ancora più attentamente quello che accade sotto la prima squadra, non necessariamente per trovare immediatamente altri titolari, ma per individuare due o tre elementi capaci di completare allenamenti, convocazioni e rotazioni, con partite ogni tre-quattro giorni, anche quindici minuti concessi a un ragazzo possono evitare di sovraccaricare un titolare, ed è qui che il lavoro della Next Gen acquista un valore enorme. Il giovane deve essere pronto, l'allenatore deve avere il coraggio di utilizzarlo.

Anche Alajbegovic dimostra la strada

C'è poi il caso di Kerim Alajbegovic, che facendo ormai parte delle soluzioni della prima squadra rappresenta perfettamente il concetto, l'età non può diventare un ostacolo quando esistono qualità e personalità, anche se non arriva dalla Next Gen è giovane e bravo e va inserito.

Il vantaggio della seconda squadra

La Next Gen non serve soltanto a produrre plusvalenze o a preparare giocatori da mandare in prestito, deve funzionare come estensione della prima squadra. Quando arriva un'emergenza come quella attuale, la Juventus dovrebbe essere avvantaggiata rispetto a chi non possiede questa struttura. Ed è arrivato il momento di sfruttarla completamente. Naturalmente sarebbe sbagliato pensare che ogni ragazzo della Next Gen possa entrare improvvisamente nella prima squadra, non funziona così, a Spalletti non servono cinque fenomeni, gli servono magari due giocatori affidabili che possano entrare nelle rotazioni, Owusu sembra pronto per provarci, Pagnucco è già stato osservato, Elimoghale, potrebbe essere un altro giocatore interessante, come lo stesso Macca.

La Juventus avrebbe preferito arrivare a questo momento con Locatelli, Thuram, Yildiz e tutti gli altri disponibili, ovviamente, ma adesso la situazione è questa e bisogna trasformarla in qualcosa di utile. Se dall'emergenza dovesse uscire un giocatore della Next Gen capace di diventare stabilmente una risorsa della prima squadra, almeno una parte del problema sarebbe stata trasformata in opportunità.