Emergenza infortunati, solo sfortuna?
La Juventus è stata certamente colpita dalla sfortuna. Yildiz, Thuram e adesso Locatelli rappresentano situazioni particolari, con problemi che non possono essere automaticamente collegati al lavoro atletico svolto durante l'estate, mettere tutto nello stesso calderone sarebbe superficiale. Allo stesso tempo, però, quando l'infermeria si riempie così velocemente, interrogarsi diventa legittimo.
Non tutti gli infortuni sono uguali
È necessaria una distinzione, la frattura al piede di Yildiz non può essere attribuita alla preparazione, lo stesso discorso vale per un problema traumatico come quello accusato da Locatelli al ginocchio contro il Milan. Thuram, inoltre, arrivava da una situazione al ginocchio già gestita durante l'estate.
Poi, però, ci sono gli altri. McKennie ha accusato un affaticamento muscolare, Sarr ha avuto problemi agli adduttori, Cabal ed Ekhator sono stati fermati da guai muscolari. Cambiaso, invece, è alle prese con una distorsione alla caviglia. Situazioni differenti, certamente, ma il totale resta impressionante.
Così tanti problemi a settembre sono un campanello d'allarme, il punto non è cercare necessariamente un colpevole, il punto è capire. La Juventus ha cambiato molto durante l'estate. Nuovo allenatore, nuovi metodi di lavoro, tanti giocatori arrivati in momenti differenti e una preparazione condizionata anche dalla tournée. Carichi, recuperi, precedenti problemi fisici, caratteristiche individuali: le variabili sono moltissime. Ma proprio per questo tutte queste indisponibilità o situazioni da monitorare a inizio settembre meritano un'analisi interna approfondita. Sarebbe sbagliato gridare già all'errore di preparazione, sarebbe altrettanto sbagliato liquidare tutto con la parola sfortuna.
Spalletti non riesce mai ad avere la squadra completa
C'è poi un problema tecnico enorme, Spalletti sta costruendo una Juventus nuova senza praticamente aver mai avuto la possibilità di lavorare con tutti i giocatori contemporaneamente.
Ogni settimana deve modificare qualcosa, perde Yildiz e deve cambiare la trequarti, perde Thuram e deve modificare il centrocampo. Adesso rischia di perdere Locatelli per un periodo importante. Nel frattempo aspetta McKennie, Sarr e Cambiaso.
Come si possono consolidare automatismi e gerarchie se gli interpreti cambiano continuamente?
Il calendario adesso diventa pericoloso, la situazione preoccupa soprattutto guardando ciò che arriverà. Con l'Europa League inizieranno le settimane con una partita ogni tre-quattro giorni. Aumenteranno i minuti, diminuiranno i tempi di recupero e Spalletti sarà obbligato a effettuare rotazioni. La Juventus aveva costruito una rosa profonda proprio per questo, trovarsi già costretti a utilizzare quasi tutte le alternative per necessità e non per scelta rappresenta un problema.
Lo staff juventino dovrà capire se la sequenza sia esclusivamente il prodotto di circostanze differenti oppure se esista qualche elemento sul quale intervenire: gestione dei carichi, recupero, prevenzione o semplicemente caratteristiche individuali dei calciatori, perché una cosa è certa: tutti questi problemi fisici dopo tre giornate non possono essere considerati normali.
La sfortuna esiste e in alcuni casi è evidente, ma quando la lista diventa così lunga, porsi delle domande non significa cercare un colpevole. Significa provare a evitare il nono infortunio.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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