Magrin sulla Juventus: "Vittoria da qualificazione Champions, ma per me il rigore su Rowe c'era. Kessié? Non serviva. McKennie giocatore determinante"
"La Juventus non batteva in casa l'Atalanta da otto anni, era importante ritrovare subito il successo e dimenticare così la scellerata sconfitta col Sassuolo". Pensieri e parole di Marino Magrin, doppio ex di Juve e Atalanta, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com è tornato sulla vittoria dei bianconeri all'Allianz contro i bergamaschi di domenica sera e non solo:
Spalletti sta trovando l'assetto giusto, si sta assimiliando il suo gioco
Come l'hai vista la Juventus contro l'Atalanta?
"L'ho vista molto bene. Con serenità e tranquillità sta trovando un suo equilibrio, non dimentichiamoci che sono arrivati molti giocatori nuovi e Spalletti sta lavorando per trovare al meglio l'assetto corretto. A me è piaciuta per solidità e compattezza nei vari reparti. Poi le persone vogliono sempre un po' tutto e subito, ma per i risultati ci vuole tempo e anche pazienza".
Spalletti ha cambiato modulo nelle ultime due partite, poi l'attacco comunque riesce sempre a fare qualcosa di positivo.
"In fase offensiva crea sempre dei pericoli, c'era da sistemare il reparto difensivo e vedo che in tre partite non hanno preso gol. E' già un passo in avanti rispetto al recente passato. Questo vuol dire che si sta assimilando il modo di giocare dell'allenatore".
McKennie non è un fuoriclasse, ma è un giocatore che sa far bene tutto
Sarà un caso, ma gli ultimi due risultati pieni sono arrivati anche grazie al ritorno di McKennie. E' così imprescindibile l'americano?
"McKennie è un giocatore davvero determinante, infatti Spalletti non solo non lo ha lasciato andar via ma è stato importante per il suo rinnovo di contratto. Non è un fuoriclasse, ma è un ragazzo che corre tanto e in grado di fare al meglio il suo lavoro in fase offensiva e difensiva. Anche Conceicao, senza i suoi appoggi e le sue coperture, risentiva un po' della sua mancanza".
L'Atalanta, invece, non è sembrata la solita squadra che negli ultimi anni è rimasta imbattuta allo Stadium
"Bisogna dare fiducia a Sarri e alle sue parole, specialmente quando dice che ci vorranno ancora un po' di partite per automatizzare il suo gioco. L'altro ieri qualcosa di ottimo si è intravisto, ad esempio i nuovi Kristensen e Rowe li ho giudicati molto bene. E' una squadra che al momento sta facendo un po' di fatica, però per mostrare forza e temperamento ci vogliono sempre un po' di partite. La società ha fiducia e supporta il lavoro del suo allenatore".
Su Rowe era calcio di rigore
Credi che la trattenuta di Kalulu su Rowe, avvenuta qualche istante dopo il vantaggio firmato da Conceicao, potesse essere da rigore?
"Per me c'era il rigore, non so perché non sia intervenuto il Var. Dispiace vedere certe situazioni di gioco".
Alajbegovic ciò di cui c'era bisogno, Kessié no
C'è stata una sfida nella sfida tra Kerim Alajbegovic, sembrato destinato ad andare all'Atalanta, e Franck Kessié vicinissimo alla Juventus.
"Non parlerei di sfide, non era mica una questione di soli due giocatori. Per me alla fine sono stati gli incastri giusti, nel senso che Alajbegovic era ciò di cui necessitava la Juve e che di Kessié non ce ne fosse bisogno. Per me non c'era bisogno dell'ivoriano a centrocampo, tanto è che poi è arrivato un giocatore come Sarr che mi ha colpito davvero tantissimo per la qualità del suo gioco".
Secondo te Neto Murara, ex Juve una decade fa, è il portiere giusto per sostituire l'infortunato Grabara?
"Non mi permetto di giudicare l'operato della Società, io sono un allenatore e penso più ad allenare. Sicuramente, se dovessero attingere dagli svincolati, sono sicuro che prenderanno il miglior profilo per quelle che saranno le loro preferenze e quelle di Spalletti".
Juve deve puntare alla Champions, scudetto ancora distante
Chiudendo il discorso sulla Juve, come la vedi dopo la partita con l'Atalanta? Che stagione farà?
"La Juve deve puntare ad arrivare in Champions, quella con la Dea è stata una vittoria in questa direzione. Per il campionato non è ancora attrezzata, Inter e Roma le vedo più avanti e saranno quelle che si contenderanno lo scudetto. I bianconeri possono ambire ad arrivare terzi o quarti, c'è la squadra e deve esserci la volontà di tornare a giocare nell'Europa che conta. Atalanta? Il pubblico bergamasco è abituato ad avere i piedi per terra, arrivare entro le prime dieci sarebbe da buon campionato. E se dovesse arrivare qualcosa in più, ben venga".
Si ringrazia Marino Magrin per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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