LIVE TJ - BUFFON: "Miserabile chi gode delle sconfitte altrui. Szczesny ha fatto la scelta migliore. Se vinco la Champions non smetto di giocare"
Gianluigi Buffon ha parlato ai microfoni di Alessandro Alciato di Sky Sport. Ecco l'intervista riportata da TuttoJuve.com:
"In questo momento mi manca ancora probabilmente un anno da giocatore. Devo concentrarmi su questo. Poi nel futuro ci vorrà anche un piccolo periodo secondo me di stacco e poi si vedrà quale strada intraprendere e per cosa svegliarsi la mattina che questa è la cosa più importante nella vita di un uomo".
Scusa hai detto probabilmente è il mio ultimo anno..,
"Si quasi sicuramente. Al 99,9% poi con il Presidente (Andrea Agnelli ndr) ho un patto o una richiesta che se dovesse accadere un qualcosa di particolare si potrebbe rivedere per un anno, ma è molto difficile che accada".
Posso tradurre: "se vinco vado ancora avanti per un anno".
"Diciamo: se vinciamo la Champions, se dovessimo vincere la Champions potremmo pensare di proseguire per un anno per cercare di fare e partecipare ad altre due competizioni che ne conseguono per il dopo Champions. Quindi questo era il discorso con il quale ci lasciammo e che ogni volta rinverdiamo. Quindi dato che quest'anno sarebbe stato troppo facile è troppo bello vincerla saremo li aggrappati anche l'ultimo anno a vedere cosa accadrà, ma con molta serenità.i festeggiamenti degli avversari dopo la sconfitta della Juve in Champions? È normale che quando la squadra più forte che induce sofferenza agli altri spesso e volentieri, per larga parte della stagione, nel momento in cui capitola fa sì che ci sia una gioia sproporzionata e smisurata. Addirittura improvvisando caroselli, fuochi d'artificio e cose varie e questo mi fa sorridere, perché sicuramente è un modo singolare ed italiano di vivere le disgrazie altrui, anzi che pensare di costruire le vittorie proprie. E da un certo punto di vista mi rende anche orgoglioso, perché alcune volte vedere il comportamento non solo dei tifosi, ma anche di giocatori con delle esternazioni fa sì che veramente dico: mi sento orgoglioso di come sono. Perché io non riuscirei mai a fare o a scrivere delle cavolate o delle cose che non ti lasciano niente. È un qualcosa che mi fa capire quanto miserabile possa essere l'uomo. Perché in questo caso è proprio miseria umana e sono veramente felice di non far parte di quella schiera. Quello è il mio più grande orgoglio. Perché poi quando li vedo e li incontro mi sento troppo più forte di loro, questa è la verità. La nazionale? Quello che rimane nella testa di un giocatore è sempre l'ultimo impegno. Quindi sono stato felice di aver vissuto questa serata insieme a tanti miei compagni e ad un gruppo magnifico. Sono contento che a parte il risultato, la squadra abbia fornito un'ottima prestazione e devo dire che in questo il mister ha un peso importante. Perché ci sta aiutando molto ad entrare in campo con la testa sgombra e le idee chiare su come affrontare gli avversari, su come attaccarli e su come affrontarli".
Quale sarà la prima cosa che dirai a Szczesny?
"Che ha fatto la scelta migliore che poteva fare. Però penso anche che la Juve abbia fatto la scelta migliore che potesse fare. Perché Szczesny secondo me l'anno scorso ha fatto un campionato strepitoso. È stato probabilmente il miglior portiere in quanto a continuità e ad interventi fatti. E di consegue io credo che sia un matrimonio intelligente fra la più forte società è quello che è stato il più forte portiere l'anno scorso".
Come vivrai quest'anno, come lo vivrà Szczesny? Lui sa che arriva da secondo di Gigi Buffon, dopo aver fatto una stagione ottima da primo, come si allenano gli equilibri?
"In modo facile. Uno viene al campo si allena. Poi quando viene chiamato in causa gioca e quando non viene chiamato in causa non gioca. È molto più semplice di quello che uno possa pensare. E di conseguenza veramente credo che lui abbia fatto una scelta ottimale per il suo presente e per il suo futuro. E sono convinto che non si pentirà mai. Perché quando vieni alla Juve, soprattutto se non ci sei mai stato e sei stato in altre società importanti, ma che non sono così abituate a vincere, capisci la differenza che c'è e capisci quanto ti dà il vivere una società è uno spogliatoio simile".
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