LE VERITÀ DI PIRLO

LE VERITÀ DI PIRLO TuttoJuve.com
© foto di Image Sport
domenica 1 novembre 2020, 06:45Primo piano
di Massimo Pavan

Andrea Pirlo ha espresso concetti molto sinceri, ma anche chiari che la Juventus ha mostrato in queste partite. Le sensazioni che abbiamo avuto da fuori le ha avute anche il mister e c'è la sensazione che ci sia molto da migliorare ma anche, purtroppo, l'assenza di settimane e giorni per poter fare un lavoro specifico. 
LA SOLIDITÀ - lo abbiamo detto in più di un'occasione che a questa Juventus manca la solidità e che troppo spesso gli attaccanti avversari sfondano troppo facilmente creando pericolosità. Andrea Pirlo la vede così: "Manca un po' di solidità nel recupero della palla, nella fase difensiva siamo la squadra che ha subito meno gol dopo il Napoli, però se si vuole fare un gioco offensivo è normale che puoi avere qualche rischio di più in fase difensiva, vogliamo proporre un gioco più offensivo quindi è normale che in qualche partita si possa subire qualche occasione in più, però è importante proseguire su questa strada e migliorare giorno dopo giorno per cercare di trovare l'assetto migliore". 

Va bene fare un gioco offensivo, ma alla fine i pochi gol subiti dipendono anche dagli avversari incontrati e dal fatto che la Juventus ha vinto contro una squadra che ha fatto di tutto per non giocare, quindi i dati sono parziali. Contro Roma e Barcellona si sono subiti due gol a partita ma potevano essere di più, su questo tema va aperta una riflessione. 

IL CENTROCAMPO - Il secondo grande cruccio è il centrocampo, il reparto più criticato che subisce maggiori rilevazioni con i calciatori definitivi non all'altezza. Bentancur, Rabiot, MCKennie, Arthur e Ramsey devono dimostrare di essere all'altezza. I calciatori devono ancora trovare la giusta affinità anche secondo Pirlo: "Ci vuole l'amalgama tra i giocatori, ci vuole tempo per capirsi nei movimenti in campo e trovare le giuste distanze, poi stiamo lavorando sul fatto della riaggressione che è una cosa che i giocatori devono avere nella testa, appena si perde la palla ci deve essere una riaggressione immediata che faciliterebbe i difensori e centrocampisti".

POCO ALLENAMENTO, NO PRESSIONE - su una cosa Andrea Pirlo ha ragione, ha avuto i ragazzi a disposizione per poco tempo e non ha potuto esprimere più di tanto i suoi concetti ed idee. Serve tempo, ma il problema è che il tempo non è infinito: "Dopo 70 giorni che sono qua ho allenato 22/23 giorni e un mese sono stati con le nazionali, quindi di tutto questo tempo a disposizione ne abbiamo avuto poco e non con tutti i giocatori, quindi è normale che non ci sia fluidità di gioco e magari ancora qualche posizione non capita al 100% però siamo contenti, non dei risultati, ma dell'approccio dei giocatori e della voglia che hanno di mettersi a disposizione".

Su una cosa però Pirlo è consapevole, le pressioni ci sono, così come le responsabilità. Sapeva benissimo che allenare la Juventus non sarebbe stato facile e che ci sarebbero state delle difficoltà "Non sono sorpreso dalle pressioni, c'erano prima e ci sono adesso ho giocato per 20 anni e quindi sono sempre stato sotto i riflettori con pressioni e responsabilità da mettere in campo. È una cosa che non mi sorprende anzi mi fa venire voglia di fare sempre meglio e di poter fare quello che ho in testa. Sono tranquillo e continuò a fare il mio lavoro e continuerò a farlo fino in fondo".
Tanta voglia di fare bene per Pirlo e soprattutto di dimostrare che alla Juventus ci può stare e che può vincere, non vuole essere il primo ed unico allenatore a fallire dopo nove anni di vittorie e non vuole essere ricordato come il mister che ha fallito l'assalto al decimo titolo consecutivo.

Le motivazioni sono a mille, Pirlo è sincero, conosce le responsabilità e gli onori e da oggi vuole che parta una stagione nuova con risultati finalmente da Juventus.