LA VIRTÙ DEI FORTI
Le premesse per le solite polemiche, sembravano esserci tutte: dal record battuto nel riuscire a incassare 2 gol in meno di 18 minuti, allo schieramento in campo col tecnico campione d'Italia che lascia fuori tutti i nuovi acquisti. Ma si sa, nel calcio basta davvero poco per spazzar via le polemiche. Irriducibile, insaziabile e indomabile come solo la Juve sa essere quando insegue uno scudetto, e la squadra di Max si scrolla di dosso il timore di una debacle ingenerosa, e può godersi lo stato di grazia della Joya bianconera: incedibile, inattaccabile, inaccessibile quando ha il pallone tra i piedi. La festa sembrava essere rovinata quando il macedone Pandev, alla primissima azione della partita sulla sinistra, crossa basso in area dove Chiellini devia il pallone che sfortunatamente finisce addosso a Pjanic e che, in diagonale, si infila nella porta di Buffon: Juve sotto a Marassi dopo neanche venti secondi, e riecco apparire i fantasmi dei tre gol presi in meno di mezz'ora la scorsa stagione.
Questi, prova a spazzarli via Higuain di test su punizione di Dybala, deviata con un Perin che salva con un balzo incredibile. Intensità altissima, di una partita che già dal primo secondo si prospettava entusiasmante. Eppure, quando il Genoa si ripresenta in area juventina Rugani interviene male sul polpaccio di Galabinov. Ma saranno proprio questi gli episodi che lo aiuteranno a crescere ancor di più, scavando nei meandri dell'errore e coltivarvi da lì la maestria per non sbagliare o ripeterlo di nuovo.
L'arbitro aspetta il richiamo del tanto contestato VAR e dopo un rapido consulto, assegna il secondo calcio di rigore consecutivo contro la Juventus con l'ausilio della tanto "amata" tecnologia che ad oggi sembrerebbe confondere ancor più le idee all'arbitro e spezzettare sempre di più il gioco.
Ma, episodi e contro episodi a parte, ecco arrivare una, e poi seconda e terza perla del ragazzo prodigio, che esalta la Juve consapevole di avere tra le mani un fenomeno dal talento indiscusso. Un motivo ulteriore per rendere ancora più esaltante la sfida del "dieci" sulle spalle.
Nella ripresa è stata la calma la virtù bianconera, la gestione del passaggio e del vantaggio arriva sulla giocata del duo Mandzukic-Cuadrado, dove stavolta il colombiano si mette in proprio e sigla il tris: sterzata di sinistro e via a festeggiare coi compagni.
Lecito evidenziare il prezioso contributo del subentrante Matuidi, che già aveva ben figurato all'esordio contro i sardi, e nel match in corso permette di gestire al meglio il pallone nella fase finale.
Da sottolineare tuttavia anche l'esordio di Bentancur: il giovane argentino che sfrutta a pieno l'arma silenziosa dell'estrema calma juventina, riuscendo a gestire bene la situazione in mezzo al campo! La reazione è da fenomeni: ribaltare un match che sembrava ormai incanalato verso il baratro.
Arriva ora la sosta, quasi con una tempistica perfetta se non fosse che dovremmo riuscire a sopportare il fatto di non veder giocare Madama per una settimana, difficile certo, ma che si traduce nel tempo necessario e propizio al mister di registrare e correggere quello che ancora c’è da registrare e correggere, tempo doveroso per inserire i nuovi, tempo necessario per inserire negli schemi un campione del mondo titolare inamovibile della nazionale tedesca nel 2014 come Höwedes: jolly eclettici difensivo di spessore. Tempo alla rosa per sistemare quei "capricci" di centrocampo con assenza di filtro e movimento a volte ancora evidenti.
Tempo al tempo, quello necessario e fisiologico.
Anche perché, diciamocela tutta: a Madama non piace mai perdere, nemmeno il tempo.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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