L'APPARENZA INGANNA
Diciamocela tutta, la "sentenza" dell'urna di Nyon non ha fatto di certo sussultare di gioia i cuori bianconeri che avrebbero potuto pescare di meglio. Si tratta di certo di una sfida affascinante, che però molti tifosi bianconeri avrebbero voluto evitare, memori della finale persa a Berlino nel 2015. Ma siamo così sicuri che miglior sorte non poteva capitare? Negli occhi di tutti, inoltre, c’è sicuramente ancora l’impresa compiuta dai blaugrana contro il Psg, con la clamorosa rimonta del ‘Camp Nou’. Sicuramente i catalani hanno scritto una pagina di storia del calcio, ma molti sono tuttavia i demeriti dei francesi che si sono letteralmente ‘suicidati’ dopo il 4-0 dell’andata, sciupando clamorose occasioni e buttando all'aria un vantaggio di differenza reti a dir poco clamoroso.
Il Barcellona, infatti, non ha giocato una partita spettacolare al ritorno degli Ottavi, anzi. Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, i ragazzi di Enrique sono stati baciati dalla fortuna che, unita alla loro immensa classe, sono stati cinici a concretizzare tutte le occasioni che gli sono capitate. Andando ad analizzare più nel dettaglio la stagione dei blaugrana, si può notare che ci sono stati alti ma anche dei bassi che hanno destato non poche perplessità da inizio stagione. Se qualche anno fa e nelle finale di Berlino del 2015 il Barça sembrava imbattibile, oggi non è più così. Il punto di forza dei catalani resta sicuramente l’attacco con la MSN (Messi, Suarez e Neymar) che non farà di certo dormire sonni tranquilli Buffon e i suoi compagni della retroguardia bianconera, ma in difesa hanno dimostrato di avere delle lacune importanti e di concedere anche molto se attaccati con un pressing abbastanza alto. Incontrare il Barcellona adesso, in doppio confronto, potrebbe addirittura essere un vantaggio piuttosto che in una sfida singola, come accaduto a Berlino. A patto che le condizioni fisiche e la preparazione lo consentano e siano idonee all'evento. Il motivo? Ammesso che Madama dovesse passare il turno, potrebbe poi affrontare in semifinale una squadra molto più abbordabile e che di conseguenza potrebbe spianare ai bianconeri la strada per la finale. Certo, i tempi per fare i calcoli non sono ancora maturi perchè si sa, con i "se" e con i "ma" non si va lontano, eppure la matematica non è mai stata un'opinione...
La novità, semmai, è tutta qui: sarà proprio il Barcellona, invece, a dover fare i conti con una formazione tutta nuova. Nuovi uomini e nuove idee. Con la speranza, per Allegri, che alla fine l'effetto sorpresa paghi. Rispetto al 2015, del resto, il Barcellona non è cambiato molto nella formazione, ma qualcosa di diverso nell'atteggiamento c'è. Dani Alves a parte, i blaugrana più o meno sono sempre gli stessi, al netto di qualche cambio in difesa e spostamenti a centrocampo con l'inserimento di Sergi Roberto e Umtiti, il resto della squadra è composto ancora dalle solite facce, con Iniesta ad orchestrare il gioco in mediana e Messi, Neymar e Suarez a seminare spauracchi vari a tutti davanti. A meno di due anni dalla finale amara di Berlino, dunque, a grandi linee la Juve sa bene cosa e chi aspettarsi davanti.
Oggi, quella partita del 6 Giugno 2015 ha tutto un altro sapore, sopratutto se si pensa come la Juve abbia letteralmente cambiato pelle. Rispetto alla finale di Berlino, a Torino i nuovi innesti sono stati ben sei: Madzukic, Dybala, Pjanic, Higuain, Khedira e Alex Sandro. Una rivoluzione dal punto di vista tecnico e tattico. Non solo di uomini, ma anche di modulo e mentalità. Per dare l'assalto al grande obiettivo, infatti, Allegri ha scelto il 4-2-3-1 anche in Europa, puntando sulla forza del gruppo e sulla solidità difensiva. Certo, rispetto all'undici del 2015 il tecnico bianconero dovrà fare a meno di gente come Pogba, Vidal, Pirlo, Morata e Tevez, ma potrà contare sulla potenza di fuoco di nuovi innesti come Dybala e Higuain, sulla cattiveria agonistica di Mandzukic, sulle invenzioni e l'imprevedibilità di Cuadrado, sull'esperienza solida di Khedira e sulle giocate di Pjanic, oltre che sulle falcate di Alex Sandro. Si è trattato di un cambiamento radicale e netto, soprattutto nell'impostazione di gioco, che sta facendo della Juve una squadra completamente diversa rispetto a quella che ha visto alzare la coppa al Barça. Più matura e pronta, ma soprattutto inedita e camaleontica rispetto al Barcellona.
E sarà proprio quest'ultimo aspetto a determinare le sorti di un confronto che, a parer personale, potrebbe essere molto più equilibrato di quello che si pensi. L'apparenza, spesso e volentieri, inganna.
Direttore: Claudio Zuliani
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