Juve, la vera notizia è questa!
C'è un aspetto del mercato della Juventus che rischia di passare quasi inosservato davanti agli acquisti dell'ultimo momento, ma che potrebbe invece rappresentare uno dei risultati più importanti ottenuti dalla società: i pezzi realmente pregiati sono rimasti a Torino, in un'estate nella quale la necessità di fare cassa aveva alimentato voci praticamente su tutti, la Juventus è riuscita a modificare la rosa senza smontarne il patrimonio tecnico. E questo non era affatto scontato.
Kenan Yildiz è rimasto. Khéphren Thuram è rimasto. Bremer è rimasto. Cambiaso è rimasto. Conceição è rimasto, sono stati ceduti giocatori importanti, naturalmente, ma la società ha evitato di finanziare il mercato attraverso il sacrificio di quelli che possono rappresentare l'ossatura della Juventus del futuro. Per Yildiz la posizione era stata particolarmente netta: Spalletti aveva spiegato pubblicamente che eventuali offerte enormi non avrebbero cambiato la volontà di costruire attorno al numero 10, mentre già nei mesi precedenti erano stati riportati interessamenti e proposte potenzialmente vicine ai 100 milioni.
Non vendere è stato un acquisto
Sembra una frase fatta, ma in questo caso ha realmente un significato, la Juventus degli ultimi anni ha troppo spesso affrontato il mercato con la sensazione che chiunque potesse partire davanti all'offerta giusta, questa volta il messaggio è stato differente. Ci sono giocatori sui quali costruire, se vuoi tornare a vincere, prima ancora di comprare devi smettere di vendere ogni estate le fondamenta sulle quali dovrebbe nascere la squadra successiva.
Yildiz rappresenta l'esempio più evidente.
La Juventus gli ha rinnovato il contratto fino al 2030 definendo ufficialmente l'operazione un investimento strategico per garantire qualità e continuità alla rosa, questa deve essere la strada, Yildiz deve diventare il simbolo, il turco non è semplicemente il giocatore tecnicamente più affascinante della rosa, è il patrimonio sul quale costruire l'identità della nuova Juventus. A 21 anni ha ancora margini enormi, deve migliorare nella continuità, nella gestione delle partite e probabilmente anche nei numeri realizzativi ma possiede qualcosa che sul mercato costa moltissimo: la capacità di inventare. Per questo venderlo avrebbe significato ricominciare nuovamente da zero.
La società ha scelto diversamente.
Ed è una scelta da applaudire, anche Thuram poteva diventare un sacrificio Il discorso è differente ma altrettanto interessante per Khéphren Thuram. All'inizio dell'estate la situazione del francese appariva decisamente meno blindata rispetto a quella di Yildiz. Si era parlato di una possibile valutazione tra i 45 e i 50 milioni e di interessamenti provenienti soprattutto dalla Premier League, la Juventus avrebbe potuto fare una plusvalenza importante.
Il problema adesso non è il mercato: è recuperarli
Ed eccoci però al grande paradosso, la Juventus è riuscita a non vendere Yildiz e Thuram, ma adesso rischia di non poterli utilizzare per diverso tempo. Ed è questo il vero punto interrogativo lasciato dall'estate. Yildiz è stato operato al piede e la sua assenza priva Spalletti del giocatore maggiormente capace di creare superiorità nella trequarti. Per Thuram la preoccupazione riguarda invece il ginocchio, soprattutto nel caso del francese sarà fondamentale capire con precisione quali saranno i tempi necessari per tornare realmente al cento per cento. La Juventus può sostituire numericamente il francese, Sarr offre dinamismo, McKennie garantisce corsa, Douglas Luiz qualità, Locatelli equilibrio, Koopmeiners può essere recuperato, ma nessuno possiede esattamente le caratteristiche di Thuram. Il francese prende il pallone e può rompere una linea attraverso una conduzione di trenta metri.
Yildiz è ancora più difficile da sostituire
Il problema diventa persino maggiore parlando di Yildiz, Alajbegović può giocare tra le linee, Woltemade può abbassarsi, Conceição può creare superiorità partendo lateralmente, Douglas Luiz può aumentare la qualità della costruzione, ma nessuno è Yildiz. E sarebbe sbagliato chiedere a un ragazzo come Alajbegović di diventarlo immediatamente. La Juventus dovrà quindi distribuire la produzione offensiva del numero 10 tra più giocatori.
La vera Juventus la vedremo quando torneranno entrambi, probabilmente questa la conclusione più importante, quella che vedremo nelle prossime settimane potrebbe non essere ancora la vera Juventus di Spalletti, mancheranno due giocatori che, per caratteristiche, possono modificarne profondamente il livello. Con Thuram recuperato, il centrocampo guadagna potenza e capacità di rompere le linee, con Yildiz recuperato, l'attacco guadagna fantasia, imprevedibilità e gol, a quel punto diventerà interessante vedere Yildiz insieme a Kolo Muani, Woltemade e Conceição, con Thuram alle loro spalle.
Il mercato ha fatto la sua parte, ora decide l'infermeria
Alla fine il giudizio sull'estate juventina passa anche da questo. la società ha acquistato, ha ceduto chi riteneva sacrificabile, ma soprattutto non ha smontato la squadra vendendo i propri gioielli per finanziare il mercato. Yildiz è rimasto nonostante l'interesse delle grandi europee. Thuram è rimasto nonostante fosse stato indicato per settimane come uno dei giocatori maggiormente monetizzabili, Bremer non è andato via come Cambiaso. Adesso, però, il mercato non può fare più nulla, può farlo soltanto il recupero fisico.
La Juventus è riuscita a trattenere due dei giocatori che possono cambiarle il livello. Il grande dubbio è quando potrà realmente riaverli.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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