Juve, sveglia! Ecco che fanno le altre…

Juve, sveglia! Ecco che fanno le altre…TuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Juventus ancora incompleta mentre Inter e Napoli appaiono avanti. Como, Roma, Fiorentina e Atalanta crescono: senza una svolta il rischio debacle è reale.

Il campionato è ormai alle porte e la Juventus non può più limitarsi ad aspettare, la rosa di Luciano Spalletti presenta ancora lacune evidenti, le cessioni procedono lentamente e le principali concorrenti sembrano avere una struttura più definita, continuare a rinviare le decisioni significa esporsi al rischio di cominciare la stagione con il freno a mano tirato.

L’Inter appare lontanissima per profondità, abitudini e solidità, ilNapoli sembra più avanti nella costruzione della squadra, mentre Como, Fiorentina, Roma e Atalanta possiedono qualità sufficienti per trasformare la corsa alle posizioni europee in una battaglia durissima.

La Juventus non può pensare che il proprio nome, la propria storia o il talento di alcuni singoli bastino automaticamente per tornare in alto, senza gli ultimi rinforzi e senza una rapida riduzione degli esuberi, il rischio non è soltanto quello di perdere il contatto con lo scudetto: è quello di trovarsi nuovamente in difficoltà anche nella corsa alla Champions.

L’Inter sembra distante anni luce

Il confronto diretto disputato durante il precampionato ha mostrato la distanza esistente tra Juventus e Inter, i nerazzurri possiedono meccanismi consolidati, maggiore sicurezza nella gestione del pallone e più alternative in quasi tutti i reparti, oltre a questo godono della capacità di essere bravi anche fuori dal campo e nel dubbio di avere sempre la situazione favorevole. 

La Juventus contro l'Intwr ha reagito nel secondo tempo e, con maggiore attenzione, avrebbe potuto anche recuperare completamente la partita. Questo deve offrire fiducia, ma non può nascondere quanto accaduto nella prima parte: l’Inter ha controllato il ritmo e ha costretto i bianconeri a inseguire.

Gli episodi arbitrali contestati possono alimentare la rabbia dei tifosi e in una stagione equilibrata alcune decisioni possono effettivamente pesare, parlare di “aiuti”, però, non deve diventare un alibi, la Juventus deve costruire una squadra abbastanza forte da ridurre l’influenza degli episodi e non affidare le proprie possibilità a un fischio favorevole o contrario. Il modo migliore per rispondere alle decisioni dubbie non è protestare per mesi: è tornare a essere superiore sul campo.

Il Napoli parte più avanti

Anche il Napoli sembra avere una struttura più chiara, la squadra conserva un’identità riconoscibile e la società sta lavorando per completare i reparti senza dover risolvere contemporaneamente un numero eccessivo di problemi! La Juventus, invece, deve ancora scegliere il portiere titolare, inserire un centrocampista, trovare un’alternativa a Kolo Muani e collocare numerosi giocatori fuori dal progetto, questa differenza pesa soprattutto all’inizio della stagione, mentre gli altri allenatori possono concentrarsi sugli automatismi, Spalletti è costretto a preparare il Frosinone senza conoscere la composizione definitiva della rosa.

Attenzione al Como: non è più una sorpresa

Considerare il Como una semplice outsider sarebbe un errore. Il club ha mezzi economici, ambizione e una guida tecnica capace di proporre un calcio riconoscibile. La squadra ha aggiunto qualità e può affrontare il campionato senza il peso delle aspettative che accompagna le grandi, il Como non avrà la storia della Juventus, ma la classifica non assegna punti per il palmarès, una società organizzata, con idee chiare e giocatori funzionali, può mettere in difficoltà chiunque, se la Juventus dovesse perdere tempo nelle prime giornate, il Como potrebbe diventare una concorrente reale per le posizioni europee, il suo mercato conferma la volontà di alzare ulteriormente il livello. Il quadro completo delle operazioni di Serie A evidenzia quanto siano attive anche le squadre esterne al tradizionale gruppo delle favorite.

Roma, Atalanta e Fiorentina fanno paura

La Roma dispone di talento offensivo, qualità tra le linee e un allenatore abituato a costruire squadre aggressive, e il mercato completerà le richieste tecniche, i giallorossi potranno inserirsi stabilmente nelle zone alte, l’Atalanta resta una realtà impossibile da sottovalutare. Cambiano interpreti e talvolta allenatori, ma il club conserva organizzazione, scouting e una cultura del lavoro che permette di sostituire anche giocatori importanti.La Fiorentina ha esperienza e una rosa capace di mettere in difficoltà le grandi, forse non parte con le stesse ambizioni di Inter, Napoli o Juventus, ma può togliere punti e inserirsi nella lotta europea, ha fatto un grande mercato. Il pericolo per i bianconeri nasce proprio dall’affollamento, non esistono soltanto due rivali da superare: alle spalle delle favorite ci sono almeno quattro squadre pronte ad approfittare di qualsiasi esitazione. Del Milan non vale parlarne non si capisce chi rimane e chi resta, la squadra non è male ma è un cantiere aperto.

La Juventus ha ancora troppi problemi aperti

Il portiere è il primo caso, sono stati valutati Suzuki, Martínez, Vicario, Lunin, Trubin e Musso, ma a pochi giorni dal debutto non è ancora stata individuata una soluzione definitiva, in attacco manca un vice Kolo Muani. Milik è tornato al gol, ma i suoi problemi fisici impongono prudenza. Jonathan David può partire, Nico Gonzalez non è un vero centravanti ed Ekhator deve ancora crescere, a centrocampo Kessié sarebbe pronto ad aspettare la Juventus, ma prima servono delle uscite. Arthur, Miretti e Koopmeiners sono tra i nomi indicati come possibili partenti, mentre Spalletti continua a lavorare con un reparto che potrebbe cambiare profondamente. Poi ci sono Rugani, Cabal, Nico Gonzalez e altri elementi dalla posizione incerta. Le società interessate conoscono la necessità della Juventus di vendere e attendono gli ultimi giorni per proporre prestiti o condizioni favorevoli.

Il mercato delle uscite è diventato una trappola

La Juventus non può acquistare senza prima cedere, ma non riesce a cedere alle condizioni desiderate, il paradosso che blocca l’intera programmazione, gli altri club sanno che il tempo lavora contro i bianconeri. Più si avvicina la chiusura del mercato, più aumentano le possibilità di ottenere prestiti con diritto di riscatto e compartecipazioni sull’ingaggio. Accettare formule troppo deboli significherebbe rinviare i problemi alla prossima estate. Rifiutarle tutte, però, impedirebbe di completare la squadra. La dirigenza deve trovare un equilibrio e assumersi qualche decisione impopolare.

Spalletti non può fare miracoli

La qualità a disposizione è notevole. Yildiz, Kolo Muani, Conceição, Alajbegovic, Thuram e Douglas Luiz possono costruire un reparto offensivo e tecnico di alto livello, Bremer e Lucumí promettono di formare una coppia difensiva importante ma i giocatori forti non diventano automaticamente una squadra. Spalletti deve avere ruoli definiti, alternative credibili e una gerarchia stabile, non può trascorrere le prime giornate aspettando di conoscere chi resterà e chi partirà.

Il tecnico può migliorare il gioco e valorizzare i singoli, ma non può inventare un portiere titolare, un centravanti di riserva e un centrocampista che non sono ancora arrivati.

La debacle si evita adesso

Parlare di rischio debacle non significa condannare la Juventus prima dell’inizio, significa riconoscere che le avversarie sono più numerose, organizzate e competitive rispetto al passato, il club ha ancora la possibilità di correggere la situazione, servono un portiere affidabile, un centrocampista funzionale e una punta capace di sostituire Kolo Muani. Parallelamente devono essere completate almeno tre o quattro uscite. Non occorrono dieci acquisti: servono tre decisioni giuste e immediate. La base è valida, ma il margine d’errore è ormai minimo.

La Juventus deve svegliarsi adesso perché quando inizieranno a pesare i punti, le classifiche e gli scontri diretti, non sarà più possibile nascondersi dietro il mercato ancora aperto.