Juventus, il campionato si avvicina ma la rosa è ancora incompleta
Il conto alla rovescia verso Frosinone è ormai cominciato, ma la Juventus si presenta all’ultima settimana di preparazione con diversi problemi ancora irrisolti, la squadra di Luciano Spalletti ha mostrato segnali incoraggianti durante il precampionato, è stata rinforzata in difesa e possiede un tasso tecnico superiore rispetto alla passata stagione, la costruzione della rosa, però, non può essere considerata conclusa.
Manca ancora un portiere titolare, non esiste un’alternativa realmente affidabile a Randal Kolo Muani e il centrocampo aspetta una pedina capace di aggiungere forza ed equilibrio, a complicare il quadro è la presenza di numerosi esuberi, con cessioni difficili da completare e nuovi acquisti legati proprio alle partenze.
La Juventus ha ancora tempo per sistemare la rosa, ma il campionato non aspetta il mercato, il rischio è quello di affrontare le prime giornate con gerarchie provvisorie e giocatori destinati a lasciare Torino.
Il portiere resta il problema principale
Il nodo più evidente riguarda la porta, la Juventus ha cercato Zion Suzuki, ma l’operazione si è complicata prima per l’inserimento del Paris Saint-Germain e successivamente per quello dell’Aston Villa, la dirigenza sta vagliando numerose alternative: Emiliano Martínez, Guglielmo Vicario, Andriy Lunin, Anatoliy Trubin e Juan Musso, il numero dei candidati dimostra che il club sta lavorando, ma rivela anche l’assenza di una scelta definitiva.
Perin ha disputato un buon precampionato e rappresenta una garanzia sul piano dell’esperienza. Di Gregorio, invece, ha vissuto settimane difficili ed è al centro di riflessioni sul proprio futuro, Spalletti ha bisogno di sapere chi sarà il titolare, perché il portiere partecipa alla costruzione e deve sviluppare automatismi con la linea difensiva.
Acquistare un numero uno a campionato iniziato significherebbe costringerlo a inserirsi rapidamente, senza avere condiviso la preparazione con i nuovi compagni, un rischio tecnico che una squadra intenzionata a lottare per il vertice dovrebbe evitare.
Kolo Muani è solo: serve un’altra punta
L’arrivo di Kolo Muani ha alzato il livello dell’attacco. Il francese offre profondità, velocità e capacità di muoversi su tutto il fronte offensivo, ma non può sostenere da solo un’intera stagione, la Juventus ha bisogno di una seconda punta centrale, preferibilmente con caratteristiche differenti, serve un attaccante fisico, capace di giocare spalle alla porta, riempire l’area e trasformare in gol anche le partite più complicate.
Milik ha segnato contro il Palermo e ha ricevuto parole importanti da Spalletti, il polacco resta però reduce da numerosi problemi fisici e non può essere considerato una certezza assoluta. Il suo recupero rappresenta una risorsa, non una garanzia sufficiente per chiudere il reparto.
Jonathan David potrebbe partire, Nico Gonzalez non è un vero centravanti ed Ekhator deve ancora completare il proprio percorso di crescita, la Juventus continua a seguire profili come Zirkzee, ma ogni movimento dipende dalle cessioni.
Affrontare la stagione con il solo Kolo Muani come riferimento stabile sarebbe un errore, tra campionato, Coppa Italia ed Europa League, Spalletti avrà bisogno di rotazioni e di soluzioni tattiche differenti.
A centrocampo manca ancora una pedina
La zona centrale è ricca di giocatori, ma non necessariamente completa. Locatelli offre ordine, Thuram porta forza e progressione, mentre Douglas Luiz ha disputato un precampionato positivo, rimane però la sensazione che manchi un elemento capace di garantire contemporaneamente intensità, copertura e personalità, il nome più vicino alle esigenze di Spalletti è quello di Franck Kessié. L’ivoriano avrebbe raggiunto una base d’intesa per un contratto triennale da 4,5 milioni di euro a stagione, ma il suo tesseramento è subordinato alle uscite, Kessié non sarebbe il regista puro che molti tifosi chiedono, ma darebbe equilibrio e permetterebbe ai compagni più tecnici di esprimersi con maggiore libertà, potrebbe giocare in una mediana a due oppure come mezzala, offrendo anche inserimenti e presenza nell’area avversaria, la sua condizione sarebbe già soddisfacente, ma aspettare troppo potrebbe impedire a Spalletti di inserirlo rapidamente nei meccanismi.
Troppi esuberi bloccano il mercato
Il vero problema della Juventus è la difficoltà nel completare le cessioni, la rosa contiene diversi giocatori che rischiano di avere uno spazio marginale, ma le società interessate aspettano gli ultimi giorni per ottenere prestiti o condizioni più favorevoli.Rugani è seguito da Monza, Udinese e Sassuolo. Cabal può trasferirsi al Bologna in prestito con diritto di riscatto, Arthur non ha ancora una destinazione definita, nonostante il buon precampionato. Miretti è stato accostato al Besiktas, mentre Koopmeiners potrebbe attirare offerte ma resta un caso economicamente delicato, Nico Gonzalez e Jonathan David sono al centro delle voci. La loro eventuale uscita potrebbe finanziare l’arrivo di un nuovo attaccante, ma le pretendenti conoscono la necessità bianconera di vendere e puntano a formule temporanee.
La Juventus vorrebbe monetizzare, mentre molti club propongono prestiti con semplici diritti di riscatto, questa distanza rallenta ogni operazione e costringe Spalletti a lavorare con calciatori che potrebbero lasciare Torino pochi giorni dopo l’inizio del campionato.
Spalletti deve costruire una squadra nuova, ma non conosce ancora il portiere titolare e non sa quali centrocampisti e attaccanti resteranno a disposizione, alcuni giocatori devono preparare l’esordio contro il Frosinone mentre i loro agenti cercano una sistemazione, il rischio è partire lentamente e perdere punti contro avversari teoricamente inferiori. Le prime giornate possono sembrare recuperabili, ma in un campionato equilibrato ogni passo falso pesa sulla classifica e sulla fiducia.
Non tutto è da rifare
Il quadro non è completamente negativo, la difesa appare solida, soprattutto con l’arrivo di Lucumí e il recupero di Bremer, Celik ha offerto buone indicazioni, Kalulu garantisce duttilità e Cambiaso rimane una risorsa importante, Yildiz ha confermato il proprio talento, mentre Alajbegovic può aumentare fantasia e qualità sulla trequarti, anche Douglas Luiz ha mostrato segnali di rilancio e Milik è tornato al gol.
La base esiste e il livello tecnico è elevato. Il problema riguarda l’equilibrio tra i reparti e la profondità della rosa. Non servono molti altri acquisti, ma tre interventi precisi e funzionali, a meno di una settimana dal campionato, la Juventus non è una squadra debole: è una squadra incompleta. La differenza è importante, perché le lacune possono ancora essere corrette ma il tempo delle valutazioni sta finendo. Ora servono decisioni.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

