Juve: pochi soldi, poche idee confuse. Manca il top player? Ridateci la Sud
Povera Juve, povera Vecchia Signora. Ebbene sì, siamo tornati sulla terra, siamo tornati tra i comuni mortali. Con l'acquisto di Cristiano Ronaldo s'era tentato di fare all-in, cercando di accelerare i tempi per arrivare al livello dei top club europei. Missione fallita. É stato un azzardo, si è provato a fare il passo più lungo della gamba e non è andata bene. Ci sta. Sicuramente saremo sempre grati a chi ha portato CR7 a Torino, perché vedere uno dei giocatori più forti al mondo indossare la nostra maglia è stato un bel vedere e motivo d'orgoglio. Non solo per noi, però, perché anche Cristiano Ronaldo ha indossato una delle maglie più gloriose. Non se lo scordi. Quindi, grazie Juventus, grazie Cristiano.
Fatta questa doverosa premessa, occorre invece analizzare la situazione attuale. Alla fine di questa sessione di mercato, ci ritroviamo con una squadra indebolita: abbiamo perso CR7, non ci siamo rinforzati a dovere in mezzo al campo, non abbiamo tappato le falle nel reparto difensivo. Non siamo riusciti a piazzare un esubero nemmeno per sbaglio. Non stiamo qui a fare nomi: sono noti e stranoti. Gente che percepisce stipendi da top player che in campo passeggia o al massimo deambula sino al JMedical. Sono almeno tre anni che non abbiamo un centrocampo (il settore nevralgico, il cuore della formazione, il cervello della creatura) degno di tal nome. Doveva essere la priorità: abbiamo perso mesi a trattare Locatelli, finendo poi per strapagarlo (buon giocatore, ma non è quello che ti fa fare il salto di qualità). Siamo riusciti nell'ardua impresa di ottenere una minusvalenza dalla cessione di CR7 (si sa che notoriamente a Manchester sono poverelli), mentre s'è ricomprato un giocatore ceduto due stagioni fa (Kean) ad un prezzo non proprio modico (diciamo così). Mancano i soldi? Sicuro. Mancano, però, soprattutto le idee. Manca un indirizzo, una linea di gestione da seguire. Manca uno scouting che ti permetta di andare a prendere giocatori di buona prospettiva senza pagarli "oro" (basterebbe rivolgersi al mercato francese, olandese, belga, tanto per citarne alcuni, dove, a vent'anni o poco più, troviamo giovani prospetti interessanti con oltre 100 gare nei rispettivi campionati). Basterebbe aguzzare l'ingegno. Il problema è: chi lo fa il mercato? Probabilmente nessuno lo sa, nemmeno all'interno della Continassa. Manca una persona di riferimento, manca il successore di Marotta.
Tante, troppe incombenze ricadono sulle spalle di mister Allegri, che, di per sé, ha già le sue belle gatte da pelare con la rosa che si trova a disposizione (sperando che non prosegua anche lui con gli esperimenti a cacchio di cane visti con l'Empoli dove il mister ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare).
In tutto questo, ciò che stride maggiormente è il silenzio. Il silenzio del Presidente Agnelli, che pare scomparso. Il silenzio dello Stadium che, orfano della Sua curva, è diventato un teatro per pinguini isterici pronti a fischiare al primo errore, congelati nei selfie quando si tratta di sostenere e incitare la squadra.
Povera Vecchia Signora: il rischio concreto è di tornare indietro di un decennio, quando i settimi posti erano l'abitudine. Con la squadra vista contro l'Empoli risulta difficile essere positivi. Una provocazione: c'è solo un top player che la Juventus può avere a costo zero: la sua gente, la sua curva, la curva sud. Solo l'amore della propria gente può dare calore alla squadra ed aiutarla in questa annata difficile. Uno stadio di pinguini, invece, non può che portare ulteriore freddo e gelo.
Ci rifletta Presidente: non costa nulla. Trovare un compromesso è possibile.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

