Juve, manca personalità: chi comanda quando la partita impazzisce?

Juve, manca personalità: chi comanda quando la partita impazzisce?TuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Il ko col Sassuolo evidenzia un problema della Juventus: manca personalità nei momenti decisivi. Dopo il 2-2 nessuno riesce a fermare la follia.

Il problema non è aver perso contro il Sassuolo, nel calcio può succedere, soprattutto quando devi convivere con tante assenze. Il problema è come la Juventus ha perso. Al 92' Zhegrova aveva appena completato una rimonta che sembrava impossibile, in una situazione del genere una grande squadra deve avere qualcuno capace di capire cosa sta succedendo.

Uno che dica: adesso basta.

Uno che prenda il pallone, rallenti il ritmo e faccia respirare i compagni, uno che ricordi a tutti che, dopo essere stati due volte sotto, quel pareggio può essere prezioso, nella Juventus non lo ha fatto nessuno. Chi è il leader di questa Juve? Ed è questa la domanda che lascia Reggio Emilia. Chi comanda davvero nella Juventus quando la partita esce dagli schemi? Spalletti dalla panchina aveva chiesto di provare a vincerla. Lo ha ammesso lui stesso: «Ho stimolato i giocatori e mi hanno preso troppo alla lettera». Ma dentro il campo deve esistere anche la capacità di interpretare ciò che sta accadendo, non significa disobbedire all'allenatore, significa essere calciatori maturi.

Il tecnico può chiederti di attaccare, ma se al 92' hai appena trovato il 2-2 e la squadra è completamente sfilacciata devi capire che non puoi mandare otto uomini sopra la linea della palla.

L'assenza di Locatelli pesa anche qui

L'infortunio di Locatelli non rappresenta un alibi, come ha ripetuto Spalletti, ma la sua assenza permette di comprendere quanto fosse importante non soltanto tecnicamente. Locatelli parla, dirige, richiama i compagni, conosce la Juventus e soprattutto possiede ormai l'esperienza necessaria per leggere determinati momenti.

Douglas Luiz e Koopmeiners avrebbero dovuto rappresentare il cervello del centrocampo. Bremer avrebbe dovuto comandare la difesa. Gli uomini di maggiore esperienza avrebbero dovuto evitare che l'entusiasmo del 2-2 si trasformasse in anarchia. Non è successo.

La Juventus ha avuto carattere.

È andata sotto, ha pareggiato. È tornata sotto, ha pareggiato nuovamente, una squadra senza carattere probabilmente avrebbe mollato. La personalità, però, è un'altra cosa, personalità significa anche sapere quando accelerare e quando fermarsi, capire quando una partita può essere vinta e quando rischia di essere persa.

Questa è una squadra profondamente rinnovata. Molti giocatori sono arrivati recentemente e devono ancora comprendere fino in fondo cosa significhi giocare insieme e soprattutto giocare nella Juventus.

Una squadra che aveva appena compiuto un'impresa parziale si comporta come se stesse perdendo una finale e non avesse più nulla da difendere, Spalletti deve trovare i leader della sua squadra. Perché le partite non si vincono soltanto con le gambe e con la tecnica: alcune si salvano con la testa. E al Mapei Stadium, proprio quando serviva una testa pensante, la Juventus non l'ha trovata.