IL TERZO TEMPO - La Juventus è un cantiere in forte ritardo sui lavori. Eccessi e mancanze di una rosa "disordinata" e con le idee confuse

IL TERZO TEMPO - La Juventus è un cantiere in forte ritardo sui lavori. Eccessi e mancanze di una rosa "disordinata" e con le idee confuseTuttoJuve.com
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mercoledì 24 agosto 2022, 13:30Primo piano
di Luigi Risucci
Rosa carente nei numeri e nella qualità. Perchè nessuno se n'è accorto prima? Per correre ai ripari è forse troppo tardi. Qualcuno rimpiange Dybala?

L’entusiasmo, ingiustificato, generato dall’esordio vincente contro il Sassuolo è immediatamente svanito dopo lo scialbo 0-0 di Marassi.

La vittoria contro i neroverdi era arrivata, dopo i primi 20 minuti inguardabili, per una serie di situazioni favorevoli, propiziate quasi interamente dall’immensa classe di Di Maria. Senza l’argentino, mancano fantasia ed imprevedibilità e la squadra prova con fatica e senza troppa convinzione a tessere trame tra le linee avversarie.

L’assenza di Bonucci toglie l’arma della costruzione attraverso i centrali: Bremer sul centro sinistra si appoggia esclusivamente sul terzino di turno, Rugani ha provato con fortune alterne a sventagliare verso Vlahovic o gli esterni alti. Considerando che Gatti è l’unica alternativa, ecco emergere la prima lacuna dell’organico. Dei terzini si è parlato ampiamente. Alex Sandro, De Sciglio e Danilo, troppo poco per una squadra che vuole ambire a vincere il campionato e disputare una Champions dignitosa. Carenza numerica e qualitativa che salta agli occhi, anche dei meno esperti. Imbarazzante che la società non se ne sia resa conto. Più probabile che gli occhi li abbia chiusi, sperando nella trasformazione repentina e miracolosa dei giocatori a disposizione. L’aggravante è che dalla prossima settimana si comincerà a giocare ogni tre giorni fino alla pausa di novembre, con il rischio infortuni che aumenterà vertiginosamente.

Sul centrocampo, basta dire che i migliori in campo nei primi 180’ sono stati Miretti e Rovella, rispettivamente classe 2003 e 2001. Sempre subentrati, hanno dato un minimo di intraprendenza ad un reparto soporifero, indolente, a tratti impresentabile. Non si può pensare che Pogba, se e quando tornerà al 100%, possa risolvere tutti i problemi. Arthur, il cui stipendio pesa gravemente sul bilancio, è un desaparecido. Agli sgoccioli del mercato non si è riusciti a piazzarlo, nemmeno accollandosi buona parte dello stipendio. Arrivabene è riuscito a liberarsi di Ramsey, ma ha dovuto sborsargli tre milioni di euro. Non esattamente gratis, oltretutto per un giocatore fuori dal progetto da ormai due anni. Il paradosso di questa situazione è la sovrabbondanza, dovuta anche al dietrofront della famiglia Rabiot nella trattativa con il Manchester United, che con tutte probabilità costerà il posto a Fagioli. Meglio non dilungarsi oltre, i problemi sono gravi e sono sotto gli occhi di tutti. Andrebbero risolti in fretta ma, visto l’avvicinarsi del 2 settembre, l’imperfetto sembra calzare meglio del condizionale.

Il povero Vlahovic, lasciato solo a combattere contro i centrali avversari, è sinora, e non per colpa sua, il giocatore più pescato in fuorigioco del campionato. Ieri ha toccato la miseria di nove palloni nell’intera partita. Un dato statistico che lascia spazio a poche interpretazioni. Kostic è un esterno e deve ancora ambientarsi, mentre Cuadrado non è ancora al top della condizione e ieri ha peccato di egoismo nell’unica vera occasione avuta dalla squadra in un primo tempo da sbadigli. Kean è il solito mix di irruenza ed improvvisazione: impattando il pallone indietreggiando, sull’ultima chance da calcio d’angolo, ieri ha tolto un gol praticamente fatto a Bremer. L’elenco finisce qui, perché Chiesa e Di Maria sono ai box. Qualcuno alzi la mano se ritiene il suddetto un reparto in grado di garantire gli ottanta gol minimi necessari per lottare per il titolo.

In tutto questo marasma che lascia la forte sensazione di trovarsi in un cantiere a cielo aperto, Allegri ci mette del suo. Ieri, nelle interviste post gara, è apparso nervoso ed irritato, contrariamente a come riesce a mostrarsi solitamente. Chiaro segnale di come anche il mister livornese sia in difficoltà a spiegare certe prestazioni e a giustificare la rosa messagli a disposizione dalla società. Si trincera dietro al solito “di mercato non parlo, se ne occupa la società”.

Ma quest’ultima dov’è? Ieri il vicepresidente Nedved ha rimarcato come sia “necessario” prendere Depay, se e quando il Barcellona vorrà liberarlo gratis. Ma le lacune di difesa e centrocampo rimarranno tali? Come è possibile che una società come la Juventus abbia un ritardo così colossale nella costruzione della rosa? La stagione è iniziata e mancano almeno tre pedine, una per reparto. Almeno, perché la difesa andrebbe rivista con almeno un terzino ed un centrale. Perché il centrocampo andrebbe alleggerito (in tutti i sensi) dei Rabiot e degli Arthur ed impreziosito da Paredes, tenendo gli ottimi giovani in rosa. Perché in attacco, oltre ad un vice- Vlahovic, servirebbe anche un giocatore di rendimento, in grado di fare l’esterno e consentire a Chiesa un recupero più sereno. Tutte operazioni necessarie, ma impossibili da mettere in atto in meno di dieci giorni.

Nel lungo elenco di brutte notizie e cattive sensazioni, resta la soddisfazione di aver tenuto la rete inviolata per i primi 180’. Consolazione magra, anche perché sabato arriverà allo Stadium la lanciatissima Roma di Mourinho, seppur orfana di Zaniolo e Wijnaldum. Non mancherà, invece, l’ex Dybala atteso da un ritorno da brividi in quella che è stata la sua casa per sette anni. Quanto sarebbe servita la classe dell’argentino, in una squadra così carente di qualità? Speriamo che la risposta non la dia proprio Paulo sabato prossimo. Sarebbero dolori. E rimpianti.