IL TERZO TEMPO - La difesa al potere, come da DNA. La mediana degli affari low cost ed il rebus attacco. Buona fortuna, Sinisa
Iniziata ufficialmente la stagione della Juventus, che da qualche giorno sta sudando alla Continassa sotto gli ordini di un “decaffeinato” Maurizio Sarri. Niente moka né fumi da tabagista incallito per il neo tecnico bianconero, calatosi nella nuova realtà in fretta e che ha concesso subito il pallone ai suoi. Arrivati anche Ronaldo e Matuidi, si aspetta il rinforzo tanto conclamato per la retroguardia: siamo ai dettagli per Matthijs De Ligt, centrale classe 1999 e capitano dell’Ajax, già giustiziere di Madama nell’ultima Champions. Oltre che dalla stampa di tutta europa, sono arrivate le conferme dei lancieri che non hanno convocato il numero 4 per il ritiro austriaco della squadra, in vista di un “possibile trasferimento”.
Le cifre parlano di circa 70 milioni, la somma che gli olandesi desideravano, analogamente a quanto ottenuto nell’affare De Jong al Barcellona. La Juventus va a prendere un prospetto straordinario, che rinverdisce una difesa logorata da centinaia di chilometri e di battaglie durissime. De Ligt è un colpo importantissimo per una duplice ragione: 1) era cercato da mezza Europa, ed è stato il giocatore a preferire il bianconero (con tanto di “suggerimento” di Cristiano). 2) è potenzialmente il centrale di difesa più forte dei prossimi dieci anni. Orfana di Barzagli e di Caceres, Madama ha dapprima preso il turco Demiral, un anno in Serie A al Sassuolo ed una manciata di presenze con la nazionale maggiore. Classe 1998, fisico da corazziere, fiuto del gol ed un investimento da 18 milioni che sa di affare con la consueta sinergia consolidata coi neroverdi, che nel frattempo (con lo zampino della Juve) hanno preso Traorè dall’Empoli. Poi è stata la volta di Romero, argentino del Genoa, ufficializzato ma lasciato in Liguria per almeno un altro anno. Probabilmente in apertura di settimana sarà la volta dell’olandese, un perno nuovo di zecca per quel reparto, la difesa, che è stata da sempre la roccaforte dei successi bianconeri. In una retroguardia che può contare su capitan Chiellini, Bonucci e Rugani non si può escludere che vi sia una partenza last minute, in caso di offerte irrinunciabili. In caso contrario sarebbe un pacchetto arretrato privo di lacune, probabilmente il più forte dell’era Andrea Agnelli, con uno sguardo roseo sul futuro. Per ora in standby la situazione relativa a Cancelo: c’è stato un forte interessamento dall’Inghilterra ma la coperta corta in casa bianconera ha messo il freno alle trattative. Dall’altro lato, confermata la presenza del redivivo Alex Sandro, protagonista con il Brasile il Copa America, l’uscita (dolorosa) di Spinazzola verso la Capitale, ha aperto le porte al verdissimo Luca Pellegrini, uno dei leader dell’Italia U20. Sarri vuole testarlo in allenamento, per vedere la sua tenuta fisica e mentale con una realtà tanto grande.
Il centrocampo ha subito un restyling non indifferente. Arrivato Ramsey già da qualche mese, la mediana ha trovato altro fosforo unito ad una fisicità per nulla banale in Adrien Rabiot. Il francese impreziosisce ulteriormente la schiera dei transalpini che ha dato lustro alla storia dei bianconeri: da Platini fino a Trezeguet e Pogba, il binomio franco-torinese non è mai stato avaro di soddisfazioni. Siamo sicuri che non lo sarà nemmeno con il riccio ex PsG, corteggiato per anni da Paratici, poi approdato finalmente sulle sponde del Po a parametro zero, ma con lauta ricompensa per la madre-manager. Confermati Pjanic e Bentancur, resta indiscutibile il ruolo di Emre Can, altro eccellente affare a costo zero della dirigenza. In bilico la posizione di Khedira, probabilmente destinato altrove, e Matuidi. Da definire il ruolo di Cuadrado, duttile ma poco avvezzo ad incastrarsi negli schemi di Sarri.
La situazione si fa ancora più intricata se volgiamo lo sguardo in attacco. Da piazzare il croato Pjaca, che necessita una sistemazione in cui rilanciarsi dopo il calvario degli infortuni degli ultimi anni. Confermati CR7 e Dybala, sembra solida anche la posizione di Douglas Costa: non a caso i tre sono stati espressamente citati dal mister in sede di conferenza stampa di presentazione. Talento al servizio dei risultati, questa la strada indicata dall’ex tecnico del Chelsea. In divenire la situazione di Mandzukic, Kean e Higuain. Almeno uno dei tre lascerà i bianconeri, ma ad oggi è impossibile fare previsioni. Anche perché l’Inter ha scaricato pesantemente Icardi e l’argentino (per il quale, tecnicamente, stravedo) potrebbe essere un’occasione ghiottissima da cogliere. Il millennial ha dimostrato di essere un potenziale crack, al netto di qualche uscita a vuoto dal punto di vista caratteriale. L’argentino ha dalla sua il gradimento del pubblico ed il fatto di essere ancora un pupillo del mentore Sarri, colui che ne fece il centravanti più prolifico della storia del nostro campionato. Il croato è un giocatore unico nel suo genere, capace di ruotare attorno al centravanti e, al contempo, di fare il puntero per gli inserimenti dei compagni. Un vero rebus, condito dall’incognita Icardi. Ne vedremo delle belle.
Il mercato entra nella sua fase calda, con i bianconeri che, come di consueto, si sono portati avanti sulla concorrenza: difesa ringiovanita e potenzialmente rafforzata, centrocampo che ha cambiato pelle senza troppi esborsi economici ed attacco in cui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il tutto contornato da una serie di plusvalenze che hanno contribuito a ristabilire una situazione di bilancio positiva. La maggior parte dei dubbi verranno sciolti entro l’inizio della tournee asiatica, in cui la squadra sarà pressochè quella che affronterà la stagione. Stagione che probabilmente non vedrà tra i suoi protagonisti attivi Sinisa Mihaijlovic: il tecnico del Bologna ha annunciato ieri di dover combattere contro la leucemia. Il serbo non ha mai riscosso particolari simpatie nell’ambiente bianconero, essendo stato rivale prima in campo e poi fuori. Ma dopo aver ascoltato le sue parole ed aver visto il “fuoco della battaglia” nei suoi occhi, chi scrive non può esimersi dall’esprimere sincera vicinanza e profonda stima per l’uomo ed il professionista. Sretno vam, Sinisa.
Direttore: Claudio Zuliani
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