IL TERZO TEMPO - Il pianista che "le suona" a tutti. Più libera ed offensiva, la Juve che piace a tutti
~~La Juventus si vendica ancora. Dopo aver battuto il Siviglia in Champions, memore della sconfitta firmata Llorente di un anno prima, compie la sua vendetta anche sul Milan che l'aveva battuta in campionato e le aveva soffiato solo un mese fa la Supercoppa nel caldo di Doha. Con i rossoneri non è mai una passeggiata ma l'ottimo approccio alla gara ed il nuovo assetto tattico disegnato da Allegri sono state le carte decisive per vincere la partita. Inizio devastante dei bianconeri che, per un tempo, lasciano la squadra di Montella in balia delle dirompenti onde del proprio calcio, coprendo il campo alla perfezione nonostante lo schieramento iperoffensivo che aveva fatto il suo esordio appena tre giorni prima. Dybala disegna calcio di altissimo livello, Mandzukic è il solito gladiatore, capace di rincorrere l'avversario fino al confine della propria area di rigore, Khedira e Pjanic sono lo schermo ideale davanti alla retroguardia a quattro, dove spicca la prova eccellente di Rugani. La Joya indossa nuovamente la sua speciale “maschera” dopo aver trafitto Donnarumma su assist favoloso di Cuadrado: è una piccola vendetta anche per il gioiello con la maglia numero 21, che contro i rossoneri aveva prima subito l'infortunio muscolare in campionato, poi era stato protagonista in negativo nella finale di Doha con gol e rigore sbagliato. Anche Asamoah sembra un giocatore ritrovato, dopo due anni passati tra infermeria e allenamenti solitari, mostra uno smalto che non gli si vedeva dai tempi di Conte. Il ghanese ha le caratteristiche fisiche e tecniche ideali per fare il terzino e contribuisce agli attacchi della squadra, alternando la folate offensive ai ripiegamenti dell'instancabile Mandzukic. Proprio una sua sgroppata regala a Pjanic la possibilità di mettere in mostra le straordinarie doti balistiche che possiede. Il bosniaco non proprio dalla sua “mattonella” ideale disegna un arcobaleno che Donnarumma può solo osservare, mentre trafigge la rete per la seconda volta. L'ex Roma, sempre al centro di dibattiti e critiche sulla sua posizione o, peggio ancora, sulla sua presunta inadattabilità al gioco della Juventus per questioni di personalità, è il vero fattore di questa squadra. Allegri in questa stagione gli ha cucito addosso i ruoli di mezz'ala, metronomo davanti alla difesa, trequartista ed infine di schermo nel 4-2-3-1, con risultati non sempre eccellenti ma che hanno mostrato le capacità del bosniaco di sapersi destreggiare in ogni zona della mediana.
I numeri parlano per lui: 8 gol e 10 assist vincenti in stagione sono tanta roba, qualcosa che i grandi critici di certa stampa e di certe emittenti dovrebbero sempre tenere a mente prima di parlare del 26 enne cresciuto nel Metz. Allegri lo ha descritto come un calciatore dotato di tecnica fuori dal comune, con una speciale “ossessione” per i calci piazzati, coltivata puntualmente alla fine di ogni allenamento con un supplemento di calci da fermo, in compagnia di Dybala. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con le punizioni dal limite che sono quasi sempre una sentenza inappellabile per i portieri avversari, proprio come accadeva quando a calciare da fermo erano Andrea Pirlo o Alessandro Del Piero.
Allegri sembra aver trovato l'abito adatto alla squadra, con un modulo che però richiede spirito di abnegazione e sacrificio da parte di tutti, per mantenere l'equilibrio in campo con tanti giocatori offensivi nell'undici di partenza. Nulla quaestio per quanto riguarda Mandzukic e Cuadrado, abili a fare le due fasi, ottimi segnali sono giunti anche da Higuain, ieri a secco di gol ma autore di preziosi ripiegamenti, inusuali per un giocatore della sua caratura. Domenica c'è da tenere il ritmo in campionato perchè Napoli e Roma non mollano e contro il Sassuolo si potrebbe vedere dall'inizio Marko Pjaca, ancora attesissimo dalla piazza ed unico attaccante che deve ancora trovare la via del gol in questa stagione. Anche Marchisio pare sulla via del recupero e potrebbe dare un po' di fiato a Khedira, quest'anno più che mai tornato a pieno regime nello scacchiere di Allegri.
E' arrivata anche l'ufficialità del passaggio di Evra all'Olympique Marsiglia di Rudy Garcia: due anni a buoni livelli per il francese che invece, nei primi sei mesi di quest'anno, ha mostrato l'insofferenza alla panchina (ma d'altronde come dar torto ad Allegri nel confronto con Alex Sandro) e la voglia di cambiare aria. Iniziare il terzo anno in bianconero è stata una forzatura e questo aspetto si è palesato già dalle prime apparizioni stagionali. Marotta non sembra intenzionato ad intervenire sul mercato perchè Alex Sandro ed il ritrovato Asamoah danno sufficienti garanzie sulla corsia bassa di sinistra. Hernanes dovrebbe restare, anche alla luce dei nuovi problemi fisici che affliggono Lemina, così si delinea l'assetto definitivo che vedrà la Juventus correre sui tre fronti stagionali a Marzo. Perchè il successo più importante, come insegna la storia di questa società, è sempre il prossimo.
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